Gioco
Pisa, caos bus navetta: «Saltano le corse, alla fine costretti ad andare a piedi»
La denuncia di alcuni pendolari sulla linea. Da fonti vicine ad Autolinee Toscane sembra che il problema sia l’età media dei mezzi che hanno quasi 14 anni
Pisa Due segnalazioni distinte, da due persone arrabbiate e stremate (la prima cosa è conseguenza dalla seconda) . Quasi in fotocopia, perché sono due vittime della stessa sfortuna, dello stesso bus atteso inutilmente e non per la prima volta.
Un disagio che è sempre fastidioso e a volte guasta definitivamente la giornata. Con un guaio ulteriore: non si tratta di un problema che basta denunciare, di una “controparte” che si nasconde.
È un problema tecnico, economico che non è possibile risolvere a breve, neanche col massimo impegno di tutti. Perché i bus in servizio a Pisa mediamente sono “vecchi”, e in quanto tali si guastano molto più facilmente di quanto si spererebbe. Parlavamo di “controparte”, ovvero il gestore, Autolinee Toscane. Che ha ovviamente ereditato il parco mezzi già esistente e lo sta rinnovando, ma oltre a spendere i soldi deve inseguire a sua volta le consegne, i cui tempi sono più lunghi rispetto al passato.
La prima lettera
La prima segnalazione arriva da Barbara Casapieri: «Anche stamani (martedì 7, ndr) sono arrivata alla fermata di Via del Brennero alle 7, 05 circa per prendere l’autobus Navetta E, l’orario che è indicato alla fermata è ogni 10 minuti, ma come oramai troppo spesso accade, non è passato nessun pullman. Alla fine mi sono recata a lavoro a piedi, in quanto avevo una riunione urgente alle 7,30. Le mie colleghe che invece hanno atteso mi hanno riferito che l’autobus è passato alle 7, 36. Mi chiedo: è normale attendere 30 minuti la mattina presto che non oltretutto non c’è nemmeno traffico? Se il personale a disposizione è insufficiente, se i mezzi non sono idonei (spesso si verificano guasti) , non è certo colpa dell’utente che come giusto che sia paga un servizio che poi o non viene reso oppure è inefficiente».
Conclude la nostra lettrice: «Se avessi dovuto prendere un treno l’avrei perso, ma succedesse una mattina ogni tanto ci passerei sopra, ma questa situazione si sta verificando troppo spesso ed è inaccettabile! ».
Contattata dal Tirreno, la dottoressa Casapieri spiega ancora: «E non è il solo problema: a volte è successo che, arrivati a destinazione, le porte per scendere non si aprissero e noi passeggeri restassimo “prigionieri” per diversi minuti. Vengo da Visignano tutte le mattine, parcheggio in via Paparelli e prendo la navetta. Va benissimo che noi pendolari veniamo dissuasi dall’arrivare in centro in auto, però poi i servizi – che sono a pagamento – devono funzionare».
La seconda lettera
Stessa navetta, stesso giorno, stessa ora, un’altra passeggera: si chiama Deborah Scaramelli. Che scrive: «Stamani per l’ennesima volta, ho atteso l’autobus Navetta E al posteggio di via del Brennero – direzione lungarno Pacinotti – dalle 7,04 alle 7,30 prima di incamminarmi a piedi verso il centro città. L’orario sulla paletta alla fermata indica che le corse sono alle 7,06, alle 7,16, alle 7,26 eccetera con una frequenza di 10 minuti. Tutte le mattine è la medesima storia, quindi scuse varie come guasto non “programmabile” sono improponibili. Il traffico? A quell’ora si circola bene».
Continua la nostra lettrice, che viene da Vecchiano: «Ho un abbonamento annuale pagato regolarmente, che peraltro è anche assai rincarato rispetto allo scorso anno, e se prendo l’autobus è perché sono costretta dal momento che vengo dalla provincia e lavoro in centro città. Mi alzo all’alba e arranco per essere presto al lavoro, rinunciando anche a portare il bimbo piccolo a scuola, organizzandomi con altre mamme, ed il risultato qual è? Aspetto puntualmente 30/40 minuti alla fermata dell’autobus perché quest’ultimo salta dalle 2 alle 3 corse tutti i giorni. È regolare una situazione del genere? Forse sarebbe più onesto e corretto scrivere sugli orari due corse in meno ma sicure».
Né ci sono valide alternative: «Per un periodo ho provato a venire in bici dal parcheggio. Risultato? Due bici rubate in un mese», racconta al nostro giornale.
L’azienda
Il problema, come abbiamo anticipato, è che dall’altra parte non c’è un’azienda “cattiva” ma una situazione pesante. Da fonti vicine ad Autolinee Toscane apprendiamo che in provincia di Pisa, al momento del cambio di gestione, l’età media dei bus era di quasi 14 anni (media europea: 6 anni): su 213 veicoli, 133 avevano più di 15 anni. At ha acquistato per Pisa nei primi 2 anni 14 bus nuovi con un investimento di 3 milioni di euro circa, entro dicembre arriveranno altri 11 nuovi bus (investimento pari a 2,4 milioni circa) , poi il piano investimenti prevede che altri 17 nuovi bus arriveranno nel 2024 e altri 51 nel 2025 (investimento complessivo di circa 15 milioni di euro) , il che farà scendere l’età media dei bus a meno di 6 anni. E intanto quelli che ci sono continueranno giocoforza a guastarsi più frequentemente rispetto ai nuovi. Fino ad allora, per quanto tutti si possano (e si debbano) impegnare, i disagi non potranno essere eliminati.l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
