Il Tirreno

Pisa

I danni del maltempo

Marina di Pisa, bagni Foresta e Toto irriconoscibili: «Mai vista una tempesta del genere»

di Roberta Galli
Nelle foto le parti danneggiate del Foresta e di Toto a pois, a fianco Manuele Gelsi, uno dei titolari di Toto, sulla spiaggia per cercare di salvare  quello che il mare ha risparmiato
◗
Nelle foto le parti danneggiate del Foresta e di Toto a pois, a fianco Manuele Gelsi, uno dei titolari di Toto, sulla spiaggia per cercare di salvare quello che il mare ha risparmiato

Distrutte le attrezzature sugli arenili, le passerelle di legno sono volate via. Danni anche alle terrazze sul mare mentre hanno retto i ristoranti in muratura

4 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI PISA. Le onde alte fino a oltre quattro metri e le raffiche di libeccio a 120 chilometri orari hanno messo in ginocchio anche la zona sud dell’abitato di Marina e non solo quella tra piazza delle Baleari e il porto. Un disastro con danni ingentissimi, che devono essere comunque ancora quantificati nel loro insieme. A farne le spese sono stati numerosi locali e stabilimenti balneari, dove la spiaggia è stata spazzata via dai marosi, quasi “mangiata” da una violenza micidiale senza precedenti.

Tra i ristoranti che hanno subìto danni c’è lo storico Foresta, in via Litoranea, con le sue belle terrazze affacciate sul mare, uscito “ferito” in maniera gravissima dalla violenza del mare abbattutosi come uno tsunami carico di una forza distruttiva senza precedenti.


Barbara Benvenuti, la titolare, nonché presidente dei commercianti di Marina per Confcommercio Provincia di Pisa, in queste ore difficilissime ha ripreso in mano la sua attività, perché il ristorante deve continuare a offrire la sua ospitalità e la sua professionalità, fatta di piatti di mare unici e originali, ma il suo cuore e la sua mente sono ben altrove.

«Abbiamo assistito impotenti alla devastazione del nostro locale e della spiaggia sottostante che noi gestiamo da anni – spiega la ristoratrice –. Era impensabile, in quel frangente, poter fare qualcosa. Giovedì notte la forza del mare e del vento erano eccezionali, mai visti prima». Noi siamo abituati alle burrasche d’inverno, ma questa volta è stato qualcosa che va oltre l’immaginazione. Sul lungomare di Marina si è abbattuta l’apocalisse tra vento e acqua con una forza esplosiva».


Il Foresta è rimasto in piedi. La sala principale, quella in muratura, ha retto alla tempesta e lì l’attività di ristorazione prosegue in questi giorni, ma le terrazze sul mare hanno subìto danni profondi, tanto che i proprietari hanno dovuto puntellare le stanze con delle travi di legno di fortuna per evitare ulteriori cedimenti.

«Il mare – racconta Barbara Benvenuti – si è portato via perfino il pavimento della terrazza coperta. Anche la scala esterna che permetteva ai nostri clienti di scendere fino alla spiaggia non c’è più. L’arenile di sotto è irriconoscibile, le passerelle di legno che nella bella stagione ospitavano i tavoli dei clienti sono volati via, come i pontili. Abbiamo subìto danni ingentissimi, anche le tettoie sono sparite, e al momento non sappiamo neanche come muoverci. La legge Bolkestein ci rende vulnerabili su queste concessioni e fare investimenti alla luce di una situazione normativa ancora poco chiara non ci fa stare sereni, mentre dobbiamo andare avanti con il nostro lavoro, ma soprattutto per i nostri dipendenti».

Questi sono giorni difficili per la famiglia Benvenuti. «Vi assicuro che ci vuole tanto coraggio per affrontare tutto ciò – conclude Barbara – e noi abbiamo bisogno del sostegno delle istituzioni per riprendere a marciare».

Tra gli stabilimenti balneari in ginocchio c’è anche Toto, in via Padre Agostino a Marina, a pochi metri dal Foresta, dove si registrano danni ingenti e devastazione.

Ieri Manuele Gelsi, uno dei titolari, era sulla spiaggia per cercare di salvare quello che il mare ha risparmiato. «Stiamo affrontando una situazione difficilissima – spiega l’imprenditore –. Qui è tutto distrutto. È come se l’acqua avesse voluto salire fin sulla strada. Ha mangiato ovunque. Le strutture estive sono pesantemente danneggiate e per rimettere a posto tutto ci vorranno tantissimi soldi».

Anche Gelsi, negli anni, di mareggiare violente ne affrontate tante, ma questa volta è stata veramente un’altra storia. L’imprenditore gestisce anche il ristorante “Dalla mi’ nonna”, sempre in via Padre Agostino, per fortuna uscito indenne dai marosi. «Il locale ha retto – conclude Gelsi –, al momento manca solo l’energia elettrica, perché i cavi sulla spiaggia si sono spezzati, ma grazie ad alcuni generatori siamo potuti ripartire. Sull’arenile, invece, ci vorranno tempo e tante risorse».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web