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Pisa, alberi caduti vicino alle scuole. «Serve monitoraggio accurato»
Question time presentato in consiglio dal gruppo “La città delle persone”
PISA. La fortissima ondata di maltempo di questi giorni ha provocato in città numerose cadute di alberi e rami, anche nei pressi delle scuole Oberdan, Lorenzini e Fibonacci. Sulla vicenda il gruppo consiliare La città delle persone ha subito presentato un question time rivolto al sindaco Conti e alla sua giunta. «I temporali di questi giorni – dice la consigliera Emilia Lacroce – sono stati particolarmente violenti, con effetti talvolta impossibili da prevedere ed evitare nel loro impatto, che impongono comunque una riflessione urgente sulle misure di adattamento e prevenzione di fronte alla crisi climatica in atto».
«L’imprevedibilità e l’inevitabilità, però, non valgono quando regolari attività di controllo, manutenzione e cura possono evitare il peggio. Già nelle scorse settimane – ricorda Lacroce – abbiamo chiesto con un ordine del giorno collegato alle variazioni di bilancio che venisse effettuato un monitoraggio accurato degli spazi esterni alle scuole comunali, intervenendo dove necessario a garantire decoro e sicurezza. La maggioranza ha bocciato la nostra proposta e ricevere le segnalazioni dei cittadini su quello che è successo alle Oberdan, alle Lorenzini e alle Fibonacci ci obbliga a tornare sul punto. Il crollo di rami e alberi nei pressi delle scuole ha messo in pericolo la popolazione scolastica e le strutture, per fortuna questa volta senza tragiche conseguenze. Con il nostro question time raccogliamo numerose segnalazioni di cittadini e genitori e torniamo a chiedere alla giunta Conti di occuparsi della sicurezza delle nostre bambine e dei nostri bambini, chiarendo quali sono le azioni non rimandabili che intende intraprendere per verificare lo stato delle aree esterne alle scuole della città e per metterle in condizioni di essere pienamente utilizzabili e sicure».
Sul tema interviene anche Luigi Sofia, consigliere comunale di Sinistra Unita. «Seguiamo con grande preoccupazione e angoscia – dice – i fatti che hanno coinvolto il nostro territorio, la regione, la provincia e la nostra città, in particolare Marina di Pisa. Qualcuno lo definisce, per cronaca, maltempo o evento eccezionale come afferma il sindaco. No, è crisi climatica. È il drammatico esito dell’indifferenza della politica, che da anni rimanda azioni concrete per affrontare la transizione ecologica e mettere la parola fine all’ipersfruttamento del nostro pianeta. Il risultato di un modello di sviluppo nocivo e sbagliato, da ribaltare da cima a fondo. È possibile gestire, attraverso una programmazione di lungo periodo, gli effetti del cambiamento climatico attraverso piani strutturati al fine di prevenire il dissesto idrogeologico? Sì, se si prende coscienza del problema e se si assume il cambiamento climatico non come sinonimo di maltempo, ma come fenomeno ordinario figlio del nostro malato modello di sviluppo, con cui fare i conti attraverso scelte radicali che hanno a cuore il benessere del nostro territorio e delle nostre comunità. Sono domande e interrogativi su cui rivendichiamo, ancora una volta, un cambio di passo da parte dell’amministrazione nell’interesse generale e della salute del nostro territorio».
«Noi abbiamo le nostre proposte, sia nell’immediato, sia strutturali nella distanza, dispiace il fatto – conclude Sofia – che la maggioranza del consiglio comunale di Pisa non accetti nessun confronto, ma insista in un percorso autocelebrativo difendendo e rilanciando solo quello che ha fatto in questi anni e che purtroppo è ormai inadeguato e poco efficace».
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