Gioco
Marina di Pisa, il titolare del bagno Gorgona: «Struttura devastata da un muro d'acqua, non so se riapriremo»
Stefano Sbrana insieme alla moglie Patrizia dal 2000 gestisce lo storico stabilimento: «L’affetto dei clienti e dei tanti amici che ci hanno contattato fin da subito, ci sprona a non mollare, ma dobbiamo valutare tante cose»
Marina di Pisa In queste ore difficilissime sono gli amici a dare una mano e a sostenere psicologicamente Stefano Sbrana che insieme alla moglie Patrizia dal 2000 gestisce lo storico Bagno Gorgona di Marina. Lo stabilimento balneare, venerdì mattina, è stato completamente distrutto dalla furia delle onde che si sono abbattute come uno tsunami su tutto il litorale, alimentate dalle raffiche di Libeccio a 120 chilometri orari. «È stato un muro d’acqua alto alcuni metri – spiega sconsolato Sbrana – a porre fine a tutto in pochi minuti. Onde dalla violenza e potenza mai viste prima e non c’è stato niente da fare, se non arrendersi». Il Gorgona, con la sua terrazza prendisole, costruita sugli scogli del lungomare Tullio Crosio è abituato ogni inverno a fare i conti con la furia degli eventi, ma questa volta non è riuscito a difendersi: la forza del mare è riuscita a sradicare da terra anche la piattaforma di cemento, su cui appoggiavano le strutture del Bagno, lasciando dietro di sé una distesa di tavole di legno spezzate.
«Un disastro – spiega Sbrana – . Dello stabilimento restano in piedi solo la parte legata al ristorante e una porzione della direzione, tutto il resto è finito in mare e sulla strada. Sparita anche la spiaggetta sottostante che in estate consente ai clienti di scendere fino al mare».
Un vero e proprio colpo al cuore per Stefano Sbrana e la sua famiglia che considerano il Gorgona un gioiello da preservare e curare. «Non so se questa volta riusciremo a ripartite – spiega Stefano -. I danni subiti sono veramente tanti e quello che ci manca è lo spirito giusto per affrontare questo nuovo inizio. La legge Bolkestein non ci fa dormire sogni tranquilli e pensare di fare un investimento nel tempo per ricostruite la terrazza senza alcuna garanzia che nei prossimi anni saremo noi a gestire questo Bagno è un’idea che al momento non ci convince più di tanto. Certo, l’affetto dei nostri clienti, dei tanti amici che ci hanno contattato fin da subito, ci sprona a non mollare, ma dobbiamo valutare tante cose».
In fondo in gioco c’è una storia lunga quasi ottant’anni che speriamo non finisca qui. Il Bagno Gorgona è infatti il più antico stabilimento balneare di Marina, con un percorso fatto di salmastro e resistenza.
Posizionato sul lungomare Tullio Crosio, a due passi dal Porto di Pisa, la spiaggia è un punto di riferimento per generazioni di marinesi e pisani, offrendo una vista particolare, grazie ad una terrazza prendisole costruita sugli scogli. Uno stabilimento balneare nato sulle ceneri dell’Ospizio Marino, il celebre ospedale pisano adibito alle cure di acqua di mare, subito dopo la Seconda Guerra mondiale, e grazie alla caparbietà e alla volontà di un pescatore, Adolfo Rossi, che volle creare uno stabilimento dove sabbia e terrazza si fondono dando vita ad un Bagno unico nel suo genere. Una storia lunghissima, e anche più forte della violenza delle fiamme, che nel 2003 rasero al suolo tutto e alla forza della storica titolare, la signora Elena Mariotti. Dal 2000 lo stabilimento è gestito da Stefano Sbrana e dalla moglie Patrizia Fabbri, ma con quella voglia e determinazione che si possono considerare un vero marchio di fabbrica, se non fosse per lo tsunami senza precedenti che venerdì ha messo a rischio la sua sopravvivenza.
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