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Il racconto

«Tsunami su Marina di Pisa»: vento a 120 km all’ora e onde di quattro metri. Il viaggio nella distruzione

di Roberta Galli
«Tsunami su Marina di Pisa»: vento a 120 km all’ora e onde di quattro metri. Il viaggio nella distruzione<br>

La frazione si è risvegliata con le strade inondate dall’acqua. Raso al suolo lo storico Bagno Gorgona: «Non esiste più»

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Marina di Pisa Raffiche di vento a 120 chilometri orari, onde alte fino a cinque metri che si sono abbattute come uno tsunami sul lungomare con il loro carico di ghiaia e colme di una forza distruttiva micidiale, tantoché lo storico Bagno Gorgona, il più antico di Marina, non esiste più. Spazzato via dalla furia degli eventi dal lungomare Tullio Crosio. Tanta la paura e danni ingenti, soprattutto alle attività commerciali e legate alla balneazione. Strade trasformate dall’acqua di mare in fiumi in piena. Marina è tra le zone più colpite dalla violentissima mareggiata che si è abbattuta sul nostro territorio. Una buona parte della zona nord dell’abitato, quella a ridosso del porto, è finita sott’acqua. In via Maiorca, nella giornata di ieri, il livello del mare ha raggiunto in alcuni punti i cinquanta centimetri di altezza, mettendo in ginocchio attività commerciali e abitazioni al primo piano. Un evento eccezionale che gli anziani del paese a memoria non ricordano di aver mai visto. Eppure, questa volta, l’acqua di mare, portata dalla violenza delle onde, che si sono abbattute sugli scogli, non ha risparmiato la strada principale del paese, trasformata in una vera e propria piscina a cielo aperto. Danni pesanti ovunque. Negozi invasi dall’acqua, come le strade adiacenti a via Maiorca: via Barbolani, via Curzolari e via Moriconi. «In poco meno di un quarto d’ora - ha raccontato Luca Ravagni, titolare della cartoleria Il Birillo e presidente di Confcommercio di Marina - ci siamo ritrovati allagati, come se il mare si fosse alzato improvvisamente di livello e avesse fatto breccia nel cuore del paese. Un evento eccezionale, mai accaduto prima, ma che deve aprire una importante riflessione sul futuro del nostro centro balneare».Di "situazione eccezionale" ha parlato anche il sindaco Michele Conti, insieme all’ingegner Luca Padroni, responsabile della Protezione Civile di Pisa e a Salvatore Pisano, presidente di Port Authority di Pisa.

«In questo momento - ha detto Conti - non voglio fare polemiche, ma Marina ha subito danni ingenti. Su quell’abitato dobbiamo fare interventi urgenti di difesa idraulica, in quanto fino a ieri mattina la situazione era sotto controllo. Avevamo monitorato tutta la notte insieme agli uomini della protezione civile e dell’Avr. Purtroppo, a patire dalle 9 - ha continuato - è cominciato un fenomeno di tracimazione dal mare che da piazza Viviani, fino alla zona del porto, ha interessato poi le altre strade principali della zona nord». L’acqua, sempre a Marina, ha raggiunto la strada litoranea nel tratto sud, compreso tra i ristoranti Foresta e Barbarossa. Chiuso anche il viale D’Annunzio fino alla mezzanotte di ieri per pericolo di caduta alberi e rami. Criticità anche sul Canale dei Navicelli nella Darsena Pisana dove l’acqua ha rischiato di toccare le banchine. Situazione tutto sommato tranquilla, invece, in città, dove si registrano solo alcuni alberi caduti in prossimità di parchi e pochi allagamenti, in particolare nei quartieri nord. Il sistema fognario cittadino ha retto alla massa d’acqua caduta nel tardo pomeriggio di giovedì come una vera e propria bomba d’acqua. Mentre in queste ore resta sorvegliato speciale l’Arno. Una prima piena è arrivata ieri pomeriggio alle 18.

«Il livello del fiume - ha spiegato il sindaco Conti - non desta particolare preoccupazione. Si tratta di una piena che si protrarrà anche per tutta la giornata di oggi e non dovrebbero esserci particolari condizioni avverse alla foce in mare»

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