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Pisa, alla scuola Normale la festa a metà: «Una nostra studentessa bloccata a Gaza»
Si chiama Ghadir ha tre lauree e adesso non ha passaporto: «La stiamo aiutando affinché ci raggiunga». In 107 alla presentazione del corso di perfezionamento
Pisa Mancava solo Ghadir, dottoranda palestinese di quasi 28 anni, ieri mattina nella Sala Azzurra della Scuola Normale, alla cerimonia di accoglienza dei 108 nuovi studenti del corso di perfezionamento. Ma Ghadir, tre lauree, iscritta al dottorato in Scienze Politiche alla Scuola Normale, non c’era, perché rimasta bloccata a Gaza.
«Siamo pressoché quotidianamente in contatto con lei e sta bene – ha detto Guglielmo Meardi, preside della Classe di Scienze politico-sociali – ma purtroppo la situazione è estremamente complessa». Ghadir avrebbe dovuto arrivare a Pisa nei giorni scorsi, ma il conflitto israelo-palestinese non ha permesso alla giovane laureata di poter raggiungere il nostro Paese. «Di questo siamo molto dispiaciuti – ha proseguito Meardi -. Ghadir è una ragazza particolarmente meritevole visto che ha superato un concorso difficilissimo al quale hanno partecipato una quindicina di candidati, ma purtroppo non può ancora godere di quel posto che si è guadagnata: si trova ancora nella Striscia di Gaza, anche se non nella sua abitazione, dalla quale è fuggita a causa dei bombardamenti». La dottoressa Ghadir, al momento, è senza passaporto perché lo aveva consegnato all’ambasciata per il visto prima che scoppiasse il conflitto con Israele. E in questi giorni la Scuola Normale con i suoi uffici, ha assicurato il professor Meardi, «sta facendo tutto il possibile per aiutarla a raggiungerci e a farlo con una situazione di sufficiente tranquillità per lei e per la sua famiglia, ma in questo momento è davvero molto difficile, anche se come Scuola Normale siamo abituati a fronteggiare emergenze come è avvenuto in passato per allievi provenienti dall’Ucraina e rimasti bloccati nel loro Paese per colpa della guerra».
Erano presenti, invece, alla tradizionale cerimonia di benvenuto gli altri 107 studenti (30% dei quali provenienti dall’estero) che da quest’anno frequenteranno i corsi di dottorato, accolti dal direttore, Luigi Ambrosio, insieme col vicedirettore Alessandro Schiesaro e i presidi delle tre classi accademiche, Stefano Carrai (Lettere) , Andrea Ferrara (Scienze) , Guglielmo Meardi (Scienze politiche-sociali) . Una cerimonia semplice, ma mirata a sottolineare l’importanza dei corsi erogati dalla Normale e i nuovi obiettivi raggiunti dalla Scuola, tra cui a gennaio l’apertura di una nuova sede presso la Palazzina di via Roma che ospiterà laboratori e aule studio. «Penso che dobbiate essere orgogliosi dei vostri risultati – ha detto il direttore Ambrosio, salutando i nuovi allievi – avendo superato una competizione molto selettiva. Abbiamo grandi aspettative su quello che potrete fare negli anni che trascorrerete alla Scuola Normale, e sono sicuro che verranno soddisfatte. Ora che l’emergenza pandemica è quasi finita – ha continuato Ambrosio -, stiamo facendo del nostro meglio per tornare a uno stile di vita normale, anche se abbiamo imparato molto dall’esperienza degli ultimi anni. Come vedrete molti dei nostri corsi di dottorato sono aperti a studenti provenienti da altre università, in Italia e in Europa. Tuttavia, per voi, nuovi dottorandi, il mio suggerimento è di cogliere tutte le opportunità che ci vengono dalla vita pisana, dalla biblioteca, dagli spazi comuni, e soprattutto dal rapporto molto favorevole tra professori e studenti».
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