Il Tirreno

Pisa

La tragedia

Cascina, ucciso dal treno in stazione: ora la vittima ha un nome. «È stato un incidente»

di Sabrina Chiellini
Cascina, ucciso dal treno in stazione: ora la vittima ha un nome. «È stato un incidente»

Ricostruita la tragedia avvenuta alla stazione. L’uomo, di Livorno, sarebbe stato agganciato dal convoglio mentre attraversava i binari

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CASCINA. Un tragico incidente. È stato agganciato dalle scalette laterali del treno Stefano Cecchi, pensionato, 67 anni, di Livorno, travolto e ucciso da un treno che da Firenze era diretto a Pisa. Il pensionato stava aspettando il treno alla stazione di Cascina quando è stato investito dal convoglio che in quel tratto viaggiava a velocità elevata. Sono arrivati a questa conclusione gli agenti della polizia ferroviaria che domenica sera sono intervenuti sul luogo della tragedia e da quel momento hanno effettuato tutti gli accertamenti necessari per dare un nome alla vittima dell’incidente. Sulle rotaie infatti era stato recuperato il suo zaino ma l’uomo non aveva documenti.

A facilitare l’identificazione sono stati i familiari. Il nipote infatti, nelle ore successive all’investimento, ha presentato una denuncia di scomparsa rivolgendosi alle forze di polizia di Livorno. Dalle indagini non è emerso nulla che possa fare pensare a un gesto volontario dell’uomo. Nel tratto dove lui era fermo la stazione è poco illuminata. Secondo la polizia, il corpo è stato agganciato lateralmente e trascinato per alcuni metri dal treno in transito. Per ricostruire la dinamica la Polfer ha visionato anche le immagini delle telecamere della videosorveglianza della stazione che però non avrebbero ripreso il momento dell’investimento. E gli stessi macchinisti hanno spiegato di non avere visto l’uomo in mezzo ai binari e di avere capito che il treno aveva agganciato qualcosa solo quando hanno sentito un forte corpo, quello provocato dall’impatto con il pensionato. Dall’ispezione del convoglio sono emersi altri elementi utili a completare la ricostruzione.

L’incidente di domenica scorsa aveva causato notevoli disagi alla circolazione ferroviaria. Per i circa 300 passeggeri che erano sul treno coinvolto nell’incidente è stato un incubo. A cominciare dal fatto che uno dei viaggiatori, un uomo di circa 50 anni, di Empoli, ha avuto un infarto subito dopo l’investimento. Poi l’angoscia di capire cosa era successo e una lunga attesa. «Siamo rimasti fermi due ore senza sapere nulla. Abbiamo visto un capotreno che ha fatto avanti e indietro per farci scendere a San Frediano a Settimo. Avanti e indietro per farci risalire e portarci a Pisa. Ma è mai possibile? – chiede un cittadino che era sul treno – Possibile che non ci sia una procedura da seguire in questi casi? Siamo stati abbandonati, senza alcuna informazione». Non essendoci testimoni oculari dell’investimento in un primo momento erano state lasciate aperte tutte le ipotesi, compresa quella che l’uomo stesse attraversando o si fosse spinto troppo vicino ai binari. Una scena che ha richiamato alla memoria di chi abita vicino alla stazione quella di un altro grave incidente costato la vita a una studentessa di 15 anni, nel gennaio di circa dieci anni fa. 

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