Gioco
Pisa, l'abbonata alla gradinata mezza chiusa: «Andare alla partita in piena sicurezza deve essere la priorità ma nessuna paura»
La testimonianza di Sabrina Pavolettoni del Club Autonomo: «Se i problemi andranno avanti sarà un grosso danno per noi e per la società»
Pisa Per chi segue il Pisa da tanti anni ogni settore dello stadio è come un pezzo di casa. E di cuore. Quanto successo in Pisa-Lecco, con alcuni tifosi che sono stati fatti spostare per alcune infiltrazioni d’acqua in gradinata e la caduta di calcinacci, ha riportato alla ribalta il tema di uno stadio che si presenta obsoleto per il calcio di oggi. L’Arena negli anni Ottanta superava anche le trentamila presenze. Da tanti anni, prima ancora dell’arrivo dell’attuale società, la capienza è calata nettamente e adesso è di poco inferiore ai 10mila posti. L’idea del club nerazzurro è nota da tempo ed è quella di riqualificare l’impianto attuale arrivando a una capienza sui 16mila posti. Il 29 maggio 2020 è stata votata in consiglio comunale l’approvazione della variante urbanistica. Un passo importante ma che non ha avuto un grande seguito in questi tre anni e mezzo. I problemi attuali riguardano, come detto, la Gradinata. Uno dei settori storici e più calorosi dello stadio pisano. Un settore che dopo la fine dell’era Anconetani, nel 1994, è diventato per qualche anno il feudo della tifoseria: per l’inagibilità della Curva Nord, il settore più popolare del tifo nerazzurro aveva traslocato in gradinata per alcune stagioni. Tra queste anche quella in cui il Pisa vinse il Cnd nel 1995-96. Secondo Sabrina Pavolettoni del Club Autonomo Nerazzurro, e abbonata di gradinata, «è il momento di accelerare con i lavori immediati ma anche con il progetto di riqualificazione dell’impianto».
Tra l’altro Sabrina assieme agli altri tifosi del Club Autonomo fanno parte proprio di quelle persone che si sono dovute spostare per motivi di sicurezza contro il Lecco: l’abbiamo sentita mentre si attendevanole prime decisioni, peraltro non ancora definitive.
Che idea si è fatta di questa situazione?
«L’Arena purtroppo è vecchia e fatiscente. Che lo stadio presenta delle criticità lo sappiamo da tempo e dovevano essere stati fatti degli interventi già in precedenza. E invece ci troviamo in una situazione di grande difficoltà. Purtroppo a pagare sono sempre i tifosi che si ritrovano a seguire la partita in un impianto che in questo momento non è all’altezza della categoria. Quanto è successo contro il Lecco è molto grave. Seconde me le responsabilità maggiori in questo momento sono più del Comune di Pisa che della società nerazzurra. Spero che l’amministrazione riesca a trovare il prima possibile un accordo con il Pisa e far partire i lavori più urgenti».
Lei poi è particolarmente interessata da questa situazione?
«Io, mio marito, i miei genitori e tanti nostri amici abbiamo il posto proprio nelle file interessate. Spero davvero che per questa cosa si faccia presto e non si vada per lunghe. Ovviamente facendo tutti i rilievi e ascoltando i pareri dei vari tecnici per poter andare al nostro posto in piena sicurezza».
La soluzione migliore secondo lei è quella di far entrare solo gli abbonati di gradinata?
«Questa possibilità, e lo dico da abbonata, non mi soddisfa fino in fondo. Se contro il Como si faranno entrare solo gli abbonati in gradinata si farà un danno anche alla società. Oltre che a noi tifosi, ovviamente. Se si chiude il settore centrale si fa un torto principalmente a tutti quegli abbonati che hanno pagato un prezzo anche molto alto per avere un posto migliore questa estate. Abbiamo sottoscritto diversi pacchetti family».
Cosa pensa di un eventuale passaggio degli abbonati di gradinata in tribuna per la partita con il Como?
«Secondo me non è una soluzione praticabile. Io spero ancora che si possano vendere liberamente i biglietti di gradinata. Però al tempo stesso ho paura che queste problematiche andranno avanti anche per le prossime partite. E sarebbe davvero un danno per tutti. Anche per la squadra che in questo momento di difficoltà ha bisogno del sostegno di tutta la tifoseria».
Insomma, adesso più che mai c’è bisogno di uno stadio diverso da quello attuale?
«Prima di tutto vanno fatte le cose più urgenti ma io spero che finalmente potremo vedere quello stadio che sogniamo da tanti anni. Il Pisa però in questo senso deve fare la sua parte. La società deve sbrigarsi a presentare il Pef per il progetto di restyling dell’Arena. Abbiamo bisogno di uno stadio più moderno e sicuro. La città e i tifosi lo meritano».
Ma lei avrebbe paura a tornare al suo posto in gradinata?
«No, nessuna paura»
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