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Vicopisano, divieto ignorato: tir incastrati. Più controlli sul ponte della Botte

di Francesco Paletti
Vicopisano, divieto ignorato: tir incastrati. Più controlli sul ponte della Botte

Mezzi pesanti “in trappola” per il restringimento della carreggiata, traffico nel caos. Angori scrive al prefetto: «Va rafforzata la presenza delle forze dell’ordine»

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VICOPISANO. L’ultimo episodio ieri mattina, quando un camion di notevoli dimensioni, arrivato all’altezza dei varchi che restringono il passaggio, si è accorto di non poter passare intraversandosi nel tentativo di fare inversione. Però è il terzo nell’arco di appena una settimana. Un altro analogo era accaduto il giorno precedente. Il primo, invece, una settimana fa, con un autocarro che era addirittura rimasto incastrato nella strettoia costringendo all’intervento vigili del fuoco e polizia municipale.

Continua ad essere un problema la viabilità sul ponte della Botte, il viadotto della provinciale 1 che collega Vicopisano e San Giovanni alla Vena con Fornacette. È così dal gennaio scorso, da quando l’amministrazione provinciale, causa problemi strutturali, ha dovuto limitarne l’accesso ai mezzi di peso inferiore alle 7, 5 tonnellate con tanto di restringimenti della carreggiata sui due lati del ponte.

Beninteso, la segnaletica c’è e spesso sono presenti anche i vigili urbani o gli uomini della Stradale per segnalare la limitazione. Ma la distrazione è sempre dietro l’angolo, specie per quello che era, e rimane, uno dei ponti più transitati della provincia e quando riguarda autoarticolati di grandi dimensioni, i disagi alla circolazione sono inevitabili.

«Insieme al sindaco di Calcinaia Cristina Alderigi, abbiamo seguito le indicazioni concordate nei tavoli di lavoro con la Prefettura, posizionando la cartellonistica con l’indicazione delle limitazioni nei punti condivisi e abbiamo destinato alla sorveglianza anche diverse ore delle pattuglie dei nostri vigili urbani – spiega il primo cittadino Matteo Ferrucci -. Problemi? Nel 95% dei casi non ve ne sono stati e negli ultimi mesi la situazione stava migliorando, negli ultimi giorni, però, vi sono stati due o tre episodi che hanno creato disagi alla circolazione. Per questo proprio in questi giorni sono in corso riunioni con Provincia e prefettura per capire quali ulteriori interventi migliorativi mettere in campo anche se, per la conformazione della carreggiata, è evidente che basta la distrazione di un camionista per creare difficoltà alla circolazione».

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della provincia Massimiliano Angori: «I varchi che abbiamo realizzato sul ponte, dopo le segnalazioni della polizia stradale, stanno dando i loro effetti – spiega -: adesso sono attivi e contribuiscono ad evitare il traffico dei mezzi pesanti. Alcuni provano a passare ugualmente, nonostante non rispettino il dimensionamento, e rimangono incastrati come successo di recente a un tir. Sarà mia cura già in questi giorni scrivere alla Prefettura per chiedere di rafforzare il presidio da parte delle forze dell’ordine sull’infrastruttura al fine di evitare il ripetersi di casi analoghi».

Il problema, però, potrà essere definitivamente sciolto solo una volta realizzati gli interventi strutturali necessari per mettere in sicurezza il ponte e riaprirlo completamente. E per quello ci sarà da attendere ancora un po’: «Volevamo partire con i lavori a inizio autunno, ma per redigere il progetto sono stati necessari vari pareri che sono arrivati adesso – prosegue Angori – e all’interno della conferenza dei servizi, uno dei pareri da parte dell’autorità idraulica è stato quello di partire con le lavorazioni a inizio 2024, per evitare il periodo delle intense precipitazioni». Dunque il cantiere aprirà verosimilmente fra fine gennaio e inizio febbraio. «Per noi – mette le mani avanti Ferrucci – è importante che i due mesi durante i quali il ponte dovrà essere completamente chiuso, previsti nell’ultima fase del cantiere, siano programmati fra luglio e agosto, periodo in cui il traffico è meno intenso».

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