Il dolore
Omicidio Capovani, Seung in aula il 13 dicembre
Fissata la data della prima udienza in Corte d’Assise per l’omicidio Capovani. Il 34enne è in carcere da aprile con l’accusa di aver ucciso la psichiatra
PISA. Una richiesta veloce e una fissazione altrettanto rapida. Dopo aver chiesto il giudizio immediato per Gianluca Paul Seung, la Procura e le altre parti processuali ricevono ora dall’ufficio gip la data della prima udienza davanti alla Corte d’Assise. È il processo in cui è imputato omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e anche per aver il fatto che la vittima fosse un medico il 34enne di Torre del Lago in carcere da aprile con l’accusa di aver ucciso la psichiatra Barbara Capovani.
L’apertura dibattimentale è prevista alle 15 e l’udienza consisterà nel definire le liste testi di accusa, parte civile (avvocato Stefano Del Corso) e difesa ed esaminare eventuali eccezioni procedurali. Ma potrà anche essere l’occasione per riproporre, da parte della difesa, una nuova perizia psichiatrica per Seung che fin dal primo giorno del suo arresto non solo ha negato di essere lui l’assassino della dottoressa, arrivando anche a rifiutare la perizia del suo consulente, il professor Alessandro Meluzzi. Rifiuto totale anche verso gli psichiatri di accusa, parte civile e quelli nominati dal gip nella fase preliminare che hanno concluso la loro relazione, sulla base di altre valutazioni pregressi, per la capacità di intendere e volere del 34enne al momento del fatto. Con l’aggiunta di una dichiarazione di pericolosità sociale dell’uomo che per alcuni giorni fu ricoverato nella sezione psichiatrica del Santa Chiara per un Tso. Fu in quel contesto che conobbe la dottoressa Capovani, 55enne, madre di tre figli, residente a Pisa e famiglia di origine di Querceta.
Seung da mesi si trova nel carcere di Livorno e in occasione degli incontri con i suoi legali, gli avvocati Andrea Pieri e Gabriele Parrini, si è sempre dichiarato innocente. A suo carico ci sono le telecamere del Santa Chiara che lo riprendono all’esterno dell’edificio 3, dove si trova il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, poco prima dell’uscita della dottoressa Capovani alle 18. Nella casa e sugli indumenti del 34enne non sono state trovate tracce di dna della vittima se non su una cartellina (tracce miste) di dimissioni dal reparto dove era stato ricoverato per un Tso tra novembre e dicembre 2019. Sono, invece, sue le scarpe rosse visibili nei filmati e recuperate dalla polizia in un cassonetto di raccolta di indumenti usati in via Pietrasantina. Seung il 21 aprile, giorno dell’aggressione degenerata in omicidio con la morte della professionista il 23, era tornato a Torre del Lago su un pullman. Di sicuro il ricovero in psichiatra lo aveva turbato in una maniera feroce. «Te la farò pagare» avrebbe detto alla Capovani dopo essere stato legato al letto durante una fase acuta della sua alterazione.
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