Sicurezza
Troppi rifiuti e incidenti. Legambiente dà i voti a Pisa
La città sale in classifica ed è un fatto positivo, ma l’associazione evidenzia serie criticità su risorse, mobilità e sicurezza dei cittadini
PISA. Una risalita importante, di veti posizioni (dalla numero 58 alla numero 38) ma che ancora non basta per fare di Pisa una città virtuosa dal punto di vista della qualità ambientale con criticità di vanno dalla raccolta dei rifiuti alla perdita di acqua dalle tubature, passando dal numero di incidenti con morti e feriti sulla rete viaria, fino all’utilizzo dei mezzi pubblici per gli spostamenti in città. È quello che emerge dalla “fotografia” della città scattata da Legambiente nel Rapporto sull’Ecosistema Urbano pubblicato ieri dall’associazione ambientalista e relativo all’andamento degli indici sulla qualità ambientale nelle città capoluogo di provincia di tutta Italia. Il rapporto utilizza 19 indicatori numerici forniti e certificati da istituzioni ed enti pubblici, riguardanti le aree tematiche come qualità dell’aria, consumo e dispersione dell’acqua potabile, mobilità, rifiuti, ambiente urbano.
La classifica
«Il Rapporto non cerca la città ideale, ma la città possibile – spiega in una nota Legambiente Pisa – La valutazione massima di 100 punti non rappresenta una città ideale, ma una città ipotetica che avesse per ogni indicatore la valutazione massima effettivamente ottenuta da una città reale tra quelle considerate. Pisa ottene una valutazione sintetica di pari al 60% (per la precisione 61,6%, ndr) del punteggio massimo possibile, che la pone al 38°posto tra i 105 capoluoghi di provincia considerati. Lo scorso anno era al 58°, un progresso scalando una “classifica” molto stretta, bastando piccole variazioni nel valore degli indicatori per avere significative del punteggio sintetico finale. L’attenzione, tuttavia, non deve essere puntata sulla “classifica”, né il Rapporto costituisce una pagella per le amministrazioni comunali, dipendendo da fattori che non dipendono tutti dalle loro scelte. È invece molto utile considerare con attenzione i diversi indicatori nel loro valore assoluto e nelle loro variazioni nel corso del tempo».
Luci e ombre
«La nostra città – prosegue l’associazione pisana – è penalizzata da una grande produzione di rifiuti (747 Kg pro capite in un anno): il grande numero di turisti e studenti pesa sulla quantità totale, suddivisa poi dal solo numero de residenti effettivi». A fronte di ciò Legambiente rileva anche il dato non ottimale della raccolta differenziata che «resta ferma (introno al 62%) senza sostanziali avanzamenti negli ultimi anni: si potrebbe fare meglio». Similmente insoddisfacenti rimangono i risultati sulla gestione dell’acqua potabile: «Di quella immessa in acquedotto – prosegue l’associazione – se ne perde quasi un litro su tre». Non preoccupano invece i dati sulla qualità dell’aria: «Non si registrano superamenti alle norme di legge – rileva Legambiente – Ma non si può abbassare l’attenzione». Mentre «un tema dolente (anche se condiviso con molte altre città) è la mobilità. Il trasporto pubblico locale e in costante sofferenza, anche se Pisa si trova in compagnia di molti altri capoluoghi quanto a passeggeri trasportati annualmente e offerta di percorsi (rispettivamente 40,5 passeggeri/anno e 52,8 Km/ passeggeri-anno). Il tema è molto sentito dalla popolazione e richiede una impegno particolare per migliorare la qualità della vita in città sostenendo la “mobilità gentile” al domino delle auto private su cui è costruita la strutture delle città. Ricordiamo inoltre che Pisa è tra le città che ha più vittime del traffico (8 vittime tra morti e feriti gravi, 104° posto si 105! ), mentre ci sono oltre 62 auto ogni 100 abitanti, neonati compresi». Di contro Pisa è tra le città con la più ampia estensione di zone a traffico limitato: un dato positivo dal quale partire lavorando, suggerisce l’associazione, anche sull’incremento delle dotazioni di isole pedonali e spazi verdi. «È importante infine – conclude Legambiente – l’indice sintetico, di non immediata percezione, che valuta “l’uso efficiente del suolo”; Pisa riceve un una valutazione di “3” che la pone al un modesto 23° posto. Dovremo destinare attenzione particolare allo sviluppo della città: il consumo del suolo e la struttura urbanistica determinano la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini».
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