Italia
Pisa, chiuso il tavolo interistituzionale: soluzione Cisam per la base militare
Recepito il voto della Comunità del Parco, ora la partita si sposta a Roma
PISA. Partita chiusa, almeno il primo tempo. Avanti con la soluzione Cisam per la base dove concentrare i reparti speciali dei carabinieri. La riunione di ieri, da remoto, del tavolo interistituzionale è stata tutto sommato breve.
Si è sostanzialmente preso atto del verbale della riunione della Comunità del Parco del 18 settembre scorso. Quel via libera (seppur assai contestato in ambito locale) è ritenuto sufficiente per considerare raggiunto l’obiettivo da parte dell’Arma e dei ministeri coinvolti (Difesa e Infrastrutture, questo attraverso l’organo tecnico del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici). Ovvero, dopo l’archiviazione dell’ipotesi Coltano, aver ricevuto un formale assenso sul territorio della soluzione che comprende l’area del Cisam a San Piero (già demanio militare) e quella dove potrà sorgere l’autodromo nel territorio di Pontedera.
Di conseguenza il tavolo interistituzionale è stato dichiarato chiuso. Non si riunirà più per queste finalità.
Ora la vicenda si sposta a Roma, dove dovrà essere predisposto il vero progetto della base o comunque del centro di addestramento, comprendente le residenze dei militari. Al tempo stesso dovranno essere i ministeri a trovare le coperture economiche, a cominciare probabilmente dalla prossima finanziaria, di un intervento che comprenda anche la bonifica del reattore e delle sue strutture all’interno dell’area del Cisam.
Alla riunione hanno preso parte, per il territorio, il presidente della Regione, Eugenio Giani, il sindaco Michele Conti e il presidente dell’Ente Parco, Lorenzo Bani.
Riguardo alla posizione che esce da Palazzo Gambacorti, tornano i concetti chiave già espressi dal sindaco dopo la riunione del tavolo interistituzionale dello scorso settembre, come quello di «aver trasformato una minaccia in un’opportunità: abbiamo scongiurato l’ipotesi di una base da 72 ettari in un’area vergine del Parco di San Rossore lavorando a un accordo a tutela del territorio. Il risultato è un nuovo, convincente, progetto che prevede la rigenerazione di un’area già militare come il Cisam e una serie di compensazioni ambientali» e, soprattutto per Conti, «il recupero di edifici di pregio a Coltano come la Stazione Marconi, le stalle del Buontalenti e la Villa Medicea».
Si è stabilito anche che la progettazione seguirà le normative in fatto di verifica dell’impatto ambientale.
Chi non ha partecipato alla riunione, come preannunciato, è stato Massimiliano Angori, presidente della Provincia (e sindaco di Vecchiano). Proprio l’Unione comunale del Pd di Vecchiano, con una nota a firma della segretaria Elisa Tripoli, ribadisce di condividere la scelta di Angori perché «senza un progetto non può esserci un confronto, né il modo di verificare la dimensione di un’ipotesi progettuale che contrasta comunque con la tutela del Parco».
Per il Pd vecchianese «ci sono voluti decenni per trovare un equilibrio nel Parco, Riserva Unesco per la biodiversità, e non è il caso di intaccare questa grande storia». Il partito «coinvolgerà e mobiliterà i cittadini per riaffermare l’opposizione al consumo di suolo e a una distruzione ambientale».
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