Il Tirreno

Pisa

Tensioni in comune

Pisa, i sindacati compatti contro l’amministrazione Conti: lavoratori in stato di agitazione

di Francesco Paletti
Il gruppo dei sindacalisti che ha illustrato i temi che hanno portato allo stato di agitazione
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Il gruppo dei sindacalisti che ha illustrato i temi che hanno portato allo stato di agitazione

Saltata la riunione convocata dall’assessora al personale Gabriella Porcaro. La Prefettura convocherà le parti per cercare di arrivare a un accordo

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PISA. L’ultima possibilità di riavvicinamento sarà, verosimilmente, in settimana quando la Prefettura convocherà le parti per attivare le cosiddette procedure di raffreddamento e conciliazione. In pratica, per provare a ricondurre nell’alveo delle normali relazioni sindacali i rapporti tra l’amministrazione comunale e le organizzazioni dei lavoratori.

Se neppure a quel tavolo, però, si aprissero spiragli di trattativa, il rischio è quello di arrivare a uno scontro aperto. Da una parte il Comune di Pisa e dall’altra i sindacati. Stavolta tutti, nessuno escluso: il Cub e la Cgil, ma anche la Uil e la Cisl. Un’unità dei sindacati della funzione pubblica che, a Palazzo Gambacorti, non si vedeva da almeno sei anni. «Credo si debba tornare al 2018, anche se allora fu una mobilitazione circoscritta a problemi specifici della polizia municipale», ricorda Silvia Orsini della Cgil. Tanto che, alla fine della conferenza stampa, al momento della foto di rito, qualcuno ironizza pure: «La foto? Certo che la facciamo, a suo modo, è storica: uno scatto con tutti i sindacati attorno allo stesso tavolo è una rarità». Perché, ieri mattina a Palazzo Gambacorti, c’erano proprio tutti. Anche fisicamente: da Federico Giusti (Cub) a Silvia Orsini, Andrea Rugani e Fabio Bardini (Cgil), passando per Matteo Cotroneo e Stefano Pierotti (Uil) e Matteo Terreni (Cisl).

Allo stato di agitazione, proclamato mercoledì scorso con tanto di comunicazione ufficiale inviata al prefetto di Pisa, si è arrivati dopo l’assemblea generale dei lavoratori non dirigenti del 6 ottobre. «Partecipata come non si vedeva da tempo», assicurano i rappresentanti dei lavoratori. E che si è chiusa con un mandato esplicito votato all’unanimità: «L’assemblea chiede di proclamare lo stato di agitazione».

Una decisione che ha già prodotto le prime conseguenze: è saltata, infatti, la riunione convocata dall’assessora al personale Gabriella Porcaro per mercoledì scorso e il giorno dopo ha avuto lo stesso esito pure l’incontro, richiesto sempre dall’amministrazione comunale, per proseguire la trattativa sulla contrattazione integrativa, uno degli elementi di maggiore attrito tra sindacati e amministrazione Conti, dato che tutto è ancora fermo al primo incontro del 19 aprile scorso in cui «però il Comune si è presentato privo della delibera di giunta sul contratto collettivo decentrato integrato», spiegano i sindacati. «Nonostante ciò la gran parte delle organizzazioni sindacali ha fatto pervenire da tempo al Comune le bozze di piattaforma contrattuale – continuano –, ma da allora non abbiamo mai avuto alcuna risposta».

a qui anche la precisazione: «Sappiamo già che proveranno ad addossarne la responsabilità dello stato di agitazione, e quindi ai sindacati, ma è falso: ci saranno state anche le elezioni, ma dal 19 aprile a ora c’era tutto il tempo per avviare la discussione». Sono anche altri, comunque, i temi di divisione: dal nuovo regolamento della polizia municipale alla riorganizzazione della macchina comunale, «con lavoratori trasferiti da una direzione all’altra dal venerdì al lunedì, senza preavviso».


 

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