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Pisa, meno autobus turistici in città: incassi giù di 2 milioni di euro. I motivi

di Francesco Loi
Nella foto uno scorcio del parcheggio di via Pietrasantina riservato ai bus
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Nella foto uno scorcio del parcheggio di via Pietrasantina riservato ai bus

Pisamo: numeri in calo al parcheggio di via Pietrasantina

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PISA. Una parte dei flussi turistici in città, di quelli che si davano ormai per consolidati, non sarà più la stessa. Con la pandemia è stata tirata una riga. E così di bus turistici, nel parcheggio di via Pietrasantina, non ce ne andranno più come un tempo. «Gli incassi “storici”, quelli pre-pandemia, si aggiravano intorno ai 6 milioni di euro all’anno. Stavolta, se va bene, si arriverà intorno a 4 milioni. Mancano dunque 2 milioni che penso non ritroveremo più», dice Andrea Bottone, amministratore unico di Pisamo.

I dati relativi ai bus nel parcheggio di via Pietrasantina impattano su un pezzo di economia cittadina. E sui conti della partecipata comunale che si occupa di mobilità. I suoi vertici (insieme a Bottone il direttore Alessandro Fiorindi) sono stati sentiti durante una seduta della seconda commissione consiliare.

Con i flussi turistici comunque in ripresa sul territorio, gli introiti di Pisamo sono in aumento, soprattutto dai parcheggi su strada. Ma quella dei bus resta una delle fonti principali.

Anche perché da quest’anno, come annunciato da Bottone, l’intenzione del Comune è quella di ripristinare il canone annuo che la partecipata deve corrispondere a Palazzo Gambacorti (oltre 5 milioni) dopo il taglio degli anni scorsi considerate le conseguenze dovute alla pandemia. E quei 2 milioni in meno pesano «anche saranno messi a valore altri asset in modo da sistemare un bilancio sul quale ci stiamo impegnando costantemente», ha detto ancora l’amministratore unico.

Si consideri che negli anni delle limitazioni e chiusure dovute al Covid, 2020 e 2021, l’incasso del parcheggio di via Pietrasantina si è fermato, in totale, a 500mila euro. In pratica, l’introito di un mese a cose normali.

Le tariffe variano a seconda della stagione e delle dimensioni dei mezzi, arrivando fino a 235 euro al giorno.

Ma a cosa è dovuto il calo, o almeno la mancata ripresa completa, negli spazi di sosta dei bus turistici? Se ogni anno arrivavano 45-50mila mezzi, la diminuzione può essere quantificata in almeno 15mila bus.

«Sono cambiate le modalità di spostamento dei turisti – risponde Bottone –. Da una parte, il post pandemia vede le persone viaggiare meno volentieri su mezzi in condivisione. Dall’altra, arrivano meno bus dall’Est: da Ucraina e Russia non ne arrivano proprio più e questo si fa sentire sui numeri complessivi».

Sono stati in particolare i mesi centrali dell’alta stagione, luglio e agosto, «a non aver rispettato, al ribasso, le previsioni – aggiunge l’amministratore unico –. Qualcosa è stato recuperato a settembre, può aiutare il bel tempo di ottobre. Sperando che a novembre e dicembre le cifre possano essere migliori».

In questo scenario, Pisamo si prepara alle sfide future. «A contenere un traffico sempre più impattante, attraverso l’inserimento e la promozione di modalità alternative di spostamento in città», illustra in questo modo Bottone la filosofia di base della società, accanto alla gestione ordinaria di strade e marciapiedi. «Ora si può contare su 1.600 mezzi green tra monopattini, biciclette a pedalata assistita e muscolari – prosegue –. Uscirà un bando per individuare un unico soggetto, un global service, per gestire tutte queste attività».

Allo studio, da parte di Pisamo, anche un’altra serie di iniziative. A cominciare dal cargo bike, ovvero biciclette (o tricicli o quadricicli) progettate appositamente per trasportare carichi di diverse dimensioni e pesi. Chi tra i candidati a diventare global service lo inserirà nella sua offerta riceverà un punteggio maggiore. Inoltre si pensa a biciclette per la mobilità dei disabili, a bike box (in sostanza parcheggi coperti per biciclette) da collocare in alcune zone della città, a bike park per giovani ciclisti.

Tra i fronti aperti anche quello denominato “Pisa navigabile”, il progetto regionale dell’Arno come via d’acqua, nel quale anche Pisamo è coinvolta.

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