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Pd, a Pisa la spaccatura è conclamata: il segretario Sabatino la spunta sul finale

di Francesco Paletti
Pd, a Pisa la spaccatura è conclamata: il segretario Sabatino la spunta sul finale

Il segnale di sfiducia e l’urgenza di ritrovare unità

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PISA. Due anime in un partito. Divise quasi su tutto. Anche sull’interpretazione dell’infuocata direzione provinciale convocata giovedì sera all’Arci di San Frediano. «Al voto sulla mia relazione quella parte politica non ha voluto partecipare», scrive il giorno dopo il segretario provinciale del Pd Oreste Sabatino con riferimento all’area Schlein pisana, i cui componenti nella segreteria si sono presentati da dimissionari alla riunione di due sere fa. «Hanno abbandonato la sala consapevoli di non avere i numeri, compreso il presidente della direzione (Fabrizio Cerri, ndr) che dovrebbe garantire il regolare svolgimento. Così la direzione è continuata sotto la guida della presidente dell’assemblea provinciale (Angela Pisano ndr) e si è espressa votando la relazione del segretario con 37 voti». Trentasette a zero, insomma dato che i rappresentanti dell’area Schlein hanno deciso di non partecipare a quella votazione. Un messaggio di sfiducia, ma anche, per Sabatino, la consapevolezza di «non avere i numeri» per metterlo in minoranza. Una valutazione fondata sull’esito di un’altra votazione, che si è svolta proprio in apertura di riunione. Tecnicamente sulla “elezione della commissione provinciale per il congresso”. Di fatto un altro “referendum” su Sabatino che si è chiuso in parità (35 a 35) perché due componenti della direzione (di area Bonaccini) sono arrivati in leggero ritardo e non hanno potuto partecipare a quel voto. Da qui il “non detto” ma, facilmente intuibile, del comunicato del segretario provinciale: con quei due voti avrebbero avuto la meglio, sia pure di poco, (37 a 35) anche se i rappresentanti della mozione Schlein fossero rimasti.

Di quella prima votazione, però, si parla soltanto nel comunicato di resoconto di Giovanni Russo, coordinatore provinciale della mozione Schlein. «Il documento presentato dai membri dimissionari della segreteria pone esclusivamente questioni politiche, non vi è nulla di personale – scrive – e l’esito dell’unica votazione tenutasi ieri sera (giovedì, ndr) indica un dissenso ampio poiché i numeri parlano di 35 voti per parte e un astenuto, indicando chiaramente la non esistenza di una maggioranza a favore del segretario». Al riguardo vale la pena sottolineare un dettaglio: Russo parla di «unica votazione», quindi proprio non considera quella che si è svolta successivamente, dopo l’uscita dei componenti della sua area, di cui, infatti, non c’è traccia nella dichiarazione. In ogni caso nulla di tutto questo è bastato a convincere Sabatino a fare un passo indietro. Anzi. «Per la responsabilità verso la nostra comunità e la consapevolezza degli impegni che ci attendono non possiamo fermarci – scrive – Andiamo avanti, spero tutti insieme, senza timori e con forza. Nei prossimi giorni chiederò alle migliori energie del Pd, indipendentemente dalle aree culturali a cui appartengono, di dare una mano, sicuro di trovare la generosità e la disponibilità di chi vive la politica come servizio al bene comune». Anche Russo, che pure nei giorni scorsi aveva lanciato un attacco durissimo alla segreteria provinciale, ora, prova a stemperare le tensioni. «Non riteniamo di dover alzare i toni – afferma – nell’interesse di tutta la nostra comunità invitiamo ad abbassare il livello dello scontro, cosa che ci aspetteremmo da tutti».

Ma restano sul tavolo le differenze, su partite d’importanza capitale per il territorio pisano. «La nostra preoccupazione intorno alle vicende di Acque SpA è forte e non ci ha convinto il percorso intrapreso che ha di fatto diviso i soci pubblici: è stato siglato un accordo preferenziale con chi rappresenta le ragioni della multiutility della Toscana centrale. È un’impostazione che non ci ha mai convinto e alla prova dei fatti ha mostrato le sue debolezze. E sul Parco dopo anni si era trovato un equilibrio nelle ragioni della difesa dell’ambiente che oggi appare in bilico per l’insediamento militare e per la revisione del Piano integrato». Per Sabatino, invece, la questione è assai più semplice: volevano «dare una spallata alla segreteria provinciale» con le dimissioni dei cinque componenti della segreteria, «accompagnate da un documento che voleva essere una delegittimazione del segretario, peraltro su temi che per la loro natura sovraprovinciale, interpellano in primo luogo il livello regionale del Pd».

Corollario: il segretario regionale è Emiliano Fossi, mozione Schlein. l

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