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Pisamover, manca l’accordo sul piano economico, no del Comune all’aumento del biglietto
Sui conti della società impatto del caro energia, dell’inflazione e dei tassi d’interesse, il concessionario chiede anche un prolungamento della concessione dal 2047 al 2053
PISA. I numeri del Pisamover, la navetta aeroporto-stazione, continuano a non tornare. Un nodo è più ingarbugliato degli altri: il costo del biglietto (corsa occasionale). Il concessionario vorrebbe aumentarlo da 5 a 6,50 euro. Ma il Comune si oppone. E così l’accordo manca, anche se i negoziati vanno avanti. «Entro il mese di ottobre vorremmo comunque arrivare a un’intesa», ha detto durante la seduta di ieri della quarta commissione consiliare il segretario generale del Comune, Marco Mordacci, sollecitato in particolar modo dalle domande del consigliere Ciccio Auletta (Diritti in Comune).
Al centro della riunione il riequilibrio del Pef (Piano economico finanziario) del Pisamover. Amministrazione comunale e società (Pisamover Spa) hanno iniziato i negoziati molti mesi fa. Se la Pisamover Spa aveva già ottenuto 1,8 milioni di euro per i mancati incassi dovuti alla pandemia, ora a farsi sentire sono caro energia, inflazione e aumento dei tassi d’interesse. E per questo vorrebbe che il Comune intervenisse di nuovo.
L’impianto nel 2019 aveva sfiorato il milione e 200mila passeggeri, facendo presagire l’avvicinamento al pareggio di bilancio. Poi la pandemia, lo stop ai voli e un rosso sempre più accentuato nei conti. Nel luglio 2021 la giunta comunale aveva già approvato una procedura di riequilibrio del Pef del Pisamover, chiesto dal concessionario per far fronte agli effetti negativi derivanti dall’emergenza sanitaria che, nel 2020, aveva causato una riduzione di 4,8 milioni di euro di ricavi, il 78% in meno rispetto a quanto previsto. È proprio la convenzione che regola la concessione dell’opera a stabilire, oltre che un certo livello di redditività del sistema, il ricorso a fondi comunali in caso di difficoltà derivanti da cause non riconducibili alla gestione del concessionario (com’è stata la pandemia). Al tavolo le parti stanno cercando un punto d’incontro. Dallo scorso 3 gennaio il Pisamover ha cambiato proprietà. La maggioranza (72%) della spa omonima è passata da Leitner (che ha tenuto il 28%) al fondo Meridiam, benefit corporation francese già azionista della società “Tram di Firenze Spa”. Il Comune si avvale, tra l’altro, della consulenza della dottoressa Veronica Vecchi, docente della Bocconi.
In base a quanto emerso durante la commissione, la Pisamover aveva fatto una prima richiesta comprendente l’aumento del costo del biglietto a 6 euro, un aumento di 200mila euro rispetto al contributo ordinario già ricevuto annualmente, un allungamento della concessione di 6 anni, lo stralcio del debito con Pisamo e una sostanziale ridistribuzione degli introiti dei parcheggi scambiatori.
In una seconda fase della trattativa, il Comune ha chiesto e ottenuto che non ci fossero più richieste di aumenti rispetto al contributo annuale e nemmeno lo stralcio dei debito del concessionario nei confronti di Pisamo. Restano aperte le partite sull’incremento del biglietto a 6,5 euro (cifra considerata «troppo elevata dall’amministrazione comunale», ha detto Mordacci) e anche quella dell’allungamento della concessione di altri sei anni, che passerebbe dal 31 dicembre 2047 al 31 dicembre 2053.
Il confronto avviene sui numeri reali del traffico passeggeri all’aeroporto Galieli, in aumento. Su questo è stato chiesto l’intervento in commissione anche della dottoressa Vecchi.
Invece tra le richieste avanzate dal Comune c’è un piano industriale relativo al marketing, con sconti rivolti alle famiglie e altri incentivi all’utilizzo non solo della navetta, ma anche dei parcheggi.
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