Sicurezza
Pd, duello aperto verso il congresso: è scontro sulle tessere d’iscrizione
Esposto di Ferrante: numeri anomali, Dilda ribatte: ritirate secondo prassi
PISA. Ci sarebbe un cassetto in via Fratti, nella sede del Pd, con le tessere da assegnare ai nuovi iscritti. E ora quel cassetto sarebbe vuoto o quasi. E c’è un esposto, all’attenzione del collegio di garanzia dell’Unione comunale e dei responsabili organizzazione delle segreterie territoriale e regionale del partito, oltre che dei presidenti dell’assemblea comunale e della direzione territoriale. Secondo cui almeno 51 dei 162 moduli in bianco che risultano assegnati non sarebbero stati prelevati dal «segretario di circolo, né da persona delegabile al tesseramento».
Dunque, chi li ha presi non sarebbe stato autorizzato a farlo. Non solo: sempre l’esposto chiede di «esaminare e certificare l’anomalia del numero di moduli in bianco prelevati dai segretari di alcuni circoli, notevolmente maggiore del 10%, cifra ritenuta congrua nel regolamento valso durante il recente congresso nazionale», citando espressamente quelli di Pisa Centro (18 tessere oltre la soglia), Porta a Lucca e Porta a Mare (12 per entrambi) e San Marco-San Giusto (16). In tutto le tessere “fuori quota” sarebbero 91. Una bomba a orologeria lungo la strada che da qui a qualche settimana dovrebbe condurre al congresso comunale dei democratici. Specie considerando che l’esposto in questione è firmato dal segretario comunale Andrea Ferrante.
Tutto ha inizio il 3 ottobre da una segnalazione del circolo Pd di Putignano «che lamenta l’indisponibilità di moduli per il tesseramento». Ovvero, dice che non ci sono più tessere per nuovi iscritti. Da qui la richiesta di chiarimenti inviata al responsabile organizzazione delle segreteria provinciale Gabriele Toti e un carteggio, con tanto di dati dettagliati e nomi e cognomi che nell’esposto sono sintetizzati in una tabella. In particolare sono sei i casi specifici in cui «persone diverse dal segretario» e «non delegabili» avrebbero preso qualche mazzetto di tessere per nuovi iscritti. Si tratta del circolo di Pisa centro (25 tessere), di quello di Pisanova (15 moduli). Poi Porta a Mare (20 moduli), San Marco-San Giusto (15 moduli) e il Circolo tematico Sanità (10 tessere).
Altre 11 tessere, infine, sono state prese «da persone non avente ruolo di segretario di circolo, senza alcuna delega».
In questo caso si può togliere il condizionale: le ha prelevate il presidente dell’assemblea comunale Nicola Landucci «e stasera (ieri, ndr) le restituirò – conferma subito il diretto interessato –: lo faccio non certo perché pensi di essere in torto, ma perché non credo che in questa fase vi sia la necessità di ulteriori polemiche».
Al netto dei casi singoli, la posta in palio è chiaramente esplicitata nell’esposto: «Ritengo necessario evidenziare la situazione creatasi, con alcuni circoli messi nelle condizioni di non poter procedere al tesseramento di nuovi iscritti e altri con la possibilità di farlo in numeri notevoli e sottratti a ogni verifica. Non posso fare a meno di notare – esplicita Ferrante – una correlazione tra l’attingimento anomalo dei moduli e le posizioni congressuali dei segretari e l’orientamento tradizionale dei circoli negli ultimi anni».
In serata Serena Dilda, rappresentante legale del Pd provinciale, getta acqua sul fuoco. «In merito alle notizie circolate in questi giorni, a seguito di verifiche sia del tesoriere sia dell’organizzazione provinciale – dice – si conferma il ritiro secondo le normali prassi da parte dei segretari del circolo o da loro delegati e l’invio tempestivo di una richiesta di moduli aggiuntivi non appena emersa tale esigenza».
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