Pisa, studente morto falciato da un’auto: l’investitore patteggia. Quel maledetto 6 giugno
Per il conducente dell’auto 2 anni e 6 mesi sostituiti con i lavori di pubblica utilità, Lorenzo Mori morì falciato mentre attraversava con lo skateboard sotto il braccio
PISA. Un patteggiamento a 2 anni e 6 mesi con la pena sostituita dai lavori di pubblica utilità per il periodo corrispondente.
È la sentenza emessa nel primo pomeriggio di ieri dal gup Susanna Messina che ha ritenuto congrua la pena concordata tra accusa (pm Fabio Pelosi) e difesa per il 53enne, di Pisa, a giudizio per omicidio stradale aggravato dopo aver travolto e ucciso in auto uno studente 16enne al semaforo davanti al complesso dei Frati Bigi in via Matteucci.
La vittima, Lorenzo Mori, di Pisa, stava attraversando la strada all’altezza del semaforo – rosso per gli automobilisti – con lo skateboard sotto il braccio. Era il pomeriggio del 6 giugno 2021. Fu preso in pieno sul fianco sinistro e sbalzato per alcuni metri. L’investitore, con la figlia di 6 anni in macchina, si fermò poco dopo. Nel frattempo i passanti allertarono il 118 e il personale dell’ambulanza della Pubblica Assistenza e quello dell’automedica cercarono di tenere in vita il giovane che da subito era in una condizione disperata.
Assistito dall’avvocato Andrea Cariello, l’imputato per uno degli effetti della riforma Cartabia sostituirà la pena con i lavori di pubblica utilità da svolgere in un’associazione per la durata di 30 mesi. Come pena accessoria gli è stata sospesa la patente per 2 anni e 8 mesi. Negativo al test sull’alcol, ma mai sottoposto a quello sugli stupefacenti, l’automobilista commise una grave violazione al codice della strada che fu all’origine dell’investimento mortale: aver superato a velocità inadeguata la colonna di auto ferme al semaforo. «Era verde, non l’ho visto» disse agli agenti della Municipale dopo l’urto con il pedone che morì intorno alle 19 al pronto soccorso.
Iscritto alla seconda classe del liceo Scientifico “Buonarroti”, la scomparsa Lorenzo Mori colpì la comunità pisana e a suo nome la scuola ha promosso premi e un torneo di scacchi.
I genitori della vittima si sono costituiti parte civile con gli avvocati Alessandro Appiani, Petra Comaschi e Silvia Matteucci. Al Tirreno scrissero circa gli accertamenti iniziali e successivi sull’indagato all’epoca e ora imputato che chiude la posizione con un patteggiamento che gli evita il carcere: «I familiari sono profondamente amareggiati in ordine alla mancata esecuzione del test tossicologico (eseguito invece sulla persona del figlio con esito negativo)». La sentenza chiude ora il fronte giudiziario per la tragedia di via Matteucci.
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