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Pisa, ragazzino accusa il babbo in aula: «Piangevo e lui mi picchiava»
Il racconto-choc delle botte con la cintura: «A 5 anni mi chiuse anche in una stanza. Una volta ha preso il martello»
PISA. «Mi picchiava quasi tutti i giorni, anche con una cintura. Bastava che litigassi con mia sorella per delle sciocchezze e lui iniziava con la cintola».
Nell’aula del Tribunale c’è un paravento che impedisce la reciproca visione tra imputato e testimone.
Chi parla a voce bassa, rispondendo alle domande di pm e avvocati di parte civile e difesa, è un ragazzo mingherlino, un adolescente che non arriva a 14 anni.
Seduto a pochi metri il padre, impassibile, accanto al suo difensore Sara Baldini ascolta la sequela di episodi che lo hanno prima portato in carcere e ora sotto processo per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della moglie.
Il ragazzo, con il fratello e una sorella, sono in una comunità protetta. Lontani da un genitore accusato di aver imposto con la violenza un clima familiare in cui a lavorare era solo la moglie e lui spesso sperperava i soldi della spesa nelle slot machine.
Quando il pm Giovanni Porpora gli chiede le ragioni degli scatti d’ira del papà 54enne, il ragazzino risponde: «Succedeva quando litigavo con mia sorella e allora lui per punirmi mi picchiava con la cintura. Una volta ha preso il martello e ha spaccato il cellulare mio e di mia sorella».
Davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Cipolletta, a latere Tellarini e Ricotti) , il figlio dell’imputato è stato sollecitato a riferire altre situazioni che compaiono negli atti del processo all’epoca delle prime denunce da cui ha avuto inizio l’inchiesta.
«A volte piangevo per le botte – ha ricordato il ragazzino – . Non usava solo la cintura. Mi prendeva anche a schiaffi. Si comportava così anche con mia sorella che all’epoca aveva 4-5 anni. Quando piangevo mi diceva: “Se continui continuo a picchiarti e picchio anche la mamma”. Un giorno, avevo circa 5 anni, mi tenne chiuso in una stanza. Dalla paura mi feci anche la pipì addosso».
Il dibattimento proseguirà a novembre per sentire altri testimoni dell’accusa. E per chiarire la contestazione della violenza sessuale sulla moglie.
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