Pisa, stangata sui biglietti del bus: sono penalizzate le periferie. Le tratte che cambiano e i prezzi
Nuovi confini per La Vettola, San Piero, Riglione e Oratoio
PISA. Oratoio e Riglione, ma anche San Piero a Grado e La Vettola. Almeno per il trasporto pubblico locale, quello su gomma gestito da Autolinee Toscane, da qualche settimana questi quattro quartieri della città sono un po’ più “lontani” da Pisa. I primi a rendersene conto sono stati i residenti, soprattutto le famiglie con figli: quando sono andati a rinnovare l’abbonamento studenti, infatti, hanno “scoperto” che i loro quartieri da urbani erano diventati extraurbani. Con conseguente stangata sui bilanci familiari.
Emblematico il caso di Elisa Rotiroti, coordinatrice del comitato di quartiere di Oratoio e Riglione, madre di una studentessa che frequenta una delle scuole superiori del centro: nel 2022 per un abbonamento annuale urbano per studenti ha speso 200 euro. Un anno dopo, con Riglione e Oratoio “allontanatisi” dal centro cittadino, ne ha sborsati 272,10 per l’abbonamento extraurbano a cui ne ha dovuto sommare altri 55,3 d’integrazione urbana per consentire alla figlia di muoversi con i mezzi pubblici in città e raggiungere la sua scuola, dato che con un biglietto o un abbonamento extraurbano ci si ferma al capolinea e da lì si prosegue a piedi. Il totale fa 327,4 euro, +64% in soli dodici mesi (127,4 euro in più).
Non è un caso isolato. Anzi. Almeno dal tariffario di Autolinee Toscane i più penalizzati sembrano essere proprio gli studenti: un abbonamento annuale urbano con Isee familiare inferiore ai 15mila euro costa 221,2 euro, uno extraurbano 272,1, il 23% in più. Discorso simile per l’abbonamento annuale ordinario sempre per studenti: si passa da 278,7 a 340,6 euro (+22,2%).
La variazione, invero, è penalizzante anche per le tessere annuali non studentesche: quelle con agevolazione Isee passano da 287,7 a 340,6 (+9,6%) euro, le ordinarie da 342,8 a 378,2 (+10,3%). Il divario però si riduce man a mano che diminuisce la durata: per un abbonamento trimestrale ordinario, ad esempio, la differenza è del 2,9% (da 104,5 a 107,5 euro) e per uno mensile dell’1,8 (da 38,7 a 39,8). Fino ad arrivare al paradosso del biglietto singolo che costa 1,7 euro sia nella zona urbana che nella prima fascia extraurbana.
Che cosa è accaduto, almeno nelle spiegazioni fornite dagli abituali utilizzatori del trasporto pubblico che vivono nei quattro quartieri, è abbastanza semplice: a San Piero a Grado, fino a un anno fa, la tratta extraurbana iniziava a partire dalla fermata all’altezza dell’ex Cisam, ora da quelle lungo via Livornese poco prima dell’incrocio con il ponte del Cep. Discorso simile a Riglione e Oratoio: nel 2022 la tratta extraurbana cominciava dalla fermata di piazza D’Antona, quasi alla fine delle due frazioni. Quest’anno invece inizia dall’incrocio tra la via Fiorentina e lo svincolo per il Ponte alle Bocchette, praticamente quasi all’inizio.
Il “giallo” semmai riguarda le motivazioni. Per Autolinee Toscane, infatti, non sarebbe cambiato nulla: «La zonizzazione è sempre stata la stessa dal capitolato di gara del 2012 in cui furono recepite le indicazioni degli enti locali», fa sapere l’azienda che dal 2021 gestisce il tpl su gomma di tutta la Toscana. A supporto di questa tesi c’è anche una mappa, allegata al capitolato del 2012, che colloca Riglione e San Piero a Grado al di fuori della zona di Pisa centro. Eppure, fino all’anno scorso, i cittadini dei quattro quartieri hanno sempre pagato la tariffa urbana.
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