Italia
Pisa, muore a 50 anni impiegata della Normale
Per Caterina Caruso complicanze post intervento, cordoglio del direttore Ambrosio
PISA. Sapevano che stava male, ma non al punto da non vederla più tornare in ufficio. Erano informati, almeno i colleghi più vicini, di un intervento dovuto all’aggravarsi di una patologia severa.
Quell’operazione che avrebbe dovuto sistemare un effetto collaterale della malattia primaria non ha dato i risultati auspicati. E per Caterina Caruso non c’è stato più niente da fare.
Se ne è andata a 50 anni, lasciando in uno sgomento infinito parenti, amici e colleghi di lavoro. Aveva iniziato nel pubblico impiego come dipendente come amministrativa della Scuola Sant’Anna per poi passare alla Scuola Superiore Normale da almeno una dozzina di anni. Il suo ultimo incarico era all’ufficio ricerca.
Le complicazioni cardiache di un intervento necessario per l’insorgere di un problema serio all’intestino hanno segnato le sorti della donna che lascia il marito, il dottor Renato Porchia, dirigente del servizio farmaceutico dell’Aoup e i figli Lorenzo e Lavinia.
Ieri mattina nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Pisa è stato portato l’ultimo saluto.
Persona riservata, affidabile e cordiale sul lavoro, la notizia della scomparsa dell’impiegata si è diffusa con il passa parola negli ambienti della Normale suscitando un cordoglio spontaneo. Il direttore, il professor Luigi Ambrosio, ha inviato un messaggio «alla comunità della Scuola per farla partecipe di questo grave lutto, ricordando gli anni di lavoro, di vicinanza professionale e di amicizia con Caterina Caruso».
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