Gioco
Vecchiano, una capanna di legni in spiaggia con la firma: “La nostra villa al mare”
Rimossa la costruzione fatta di tronchi e rami
VECCHIANO. È il sogno della casa al mare spinto all’eccesso con una sfrontatezza da primato.
Un progetto un po’ troppo preso in parola da chi ha avuto ingegno e manualità, ma assoluta mancanza di rispetto per le regole.
I proverbiali due cuori e una capanna ieri mattina sono passati dal sogno romantico alla realtà più prosaica dei controlli e della legge. E con l’effetto della conseguente rimozione di un’opera che in altri contesti sarebbe stata anche apprezzabile, anche se meno sensata e, quindi, inutile.
Un intreccio di rami e tronchi d’albero era stato modellato a forma di capanna sulla spiaggia di Marina di Vecchiano, a due passi da Torre del Lago, in pieno Parco a una decina di metri dal mare.
Una coppia, con un cane sdraiato su un telo all’ombra al momento della visita delle forze dell’ordine, l’aveva elevata a dimora estiva per trascorrervi le giornate.
Per dare un’impronta personale al “villino”, su un tronco esposto verso l’orizzonte marino, i “proprietari” avevano anche chiarito per iscritto appartenenza e morale di quel manufatto: “La nostra villa al mare”.
Una costruzione del genere non viene tirata su in una notte. Ma anche se la permanenza sulla spiaggia fosse di qualche giorno, l’esistenza del capanno ha avuto comunque vita breve.
Ne erano già state rimosse un paio in occasione del Ferragosto dai guardiaparco di San Rossore. Probabile che quella di Vecchiano non fosse stata ancora edificata.
Ieri mattina tra gli sparuti bagnanti che si godevano il sole tra le aspre dune vecchianesi, i controlli hanno concluso l’esperienza della coppia di assaporare una piena immersione nella natura.
Tra teli e alberi recuperati sull’arenile e trasformati in colonne e tramezzi, la laboriosità degli autori, esercitata in assenza di qualsiasi permesso, di fronte all’evidenza dell’irregolarità è naufragata come il sogno di vivere nella solitudine in riva al mare di due cuori e una capannal
Pietro Barghigiani
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