Toscana
Pisa, il basket piange il gigante buono addio a “Bufalo”, mago del mixer
Francesco, figlio del campione Sauro, era stato a lungo protagonista sui parquet. In lutto anche il mondo della musica: lavorava come tecnico del suono e delle luci
PISA. Lo piange il mondo del basket, quello che ha frequentato fin da bambino insieme al padre Sauro, gloria pisana della pallacanestro nazionale. «Le cose che non vorresti mai succedessero: riposa in pace Francesco, raggiungi tuo babbo e spiegatela a tutti» scrive la Ies Basket Pisa sui propri social. «La Pielle Livorno piange per la scomparsa di Francesco Bufalini, simbolo della rinascita piellina nei primi anni 2000 fino alla serie B d’Eccellenza» si legge, invece, sul profilo facebook del sodalizio livornese. Ma la piange anche il mondo della musica: «Ciao Francesco, ci lasci un vuoto incolmabile: non eri solo un punto di riferimento, eri il punto. Il Blitz è diventato grande grazie soprattutto a te» scrivono, ad esempio, Giovanni e Davide Niccolai, i soci dello storico locale di musica live di San Giovanni alla Vena. «Bufalo», come lo chiamavano amici e conoscenti, non c’è più: se né andato ieri, all’età di 56 anni. Non è stato un fulmine a ciel sereno, perché da due anni combatteva contro una grave malattia. Ma lascia un vuoto immenso in chiunque lo abbia frequentato e conosciuto. La famiglia prima di tutto, ovviamente: la moglie Emma e i tre figli. Ma anche in chiunque lo abbia incrociato sui parquet come compagno di squadra o avversario.
E poi dietro il mixer. Perché Francesco Bufalini, l’aria scanzonata e la battuta sempre pronta, era anche e soprattutto un tecnico del suono e delle luci fra i più stimati dello scenario nazionale. Nel 2010 è stato uno dei fondatori del Blitz di San Giovanni alla Vena, locale che ha ospitato tanti big della musica: «Tutti volevano lui – ricorda commosso Giovanni Niccolai – : capitava addirittura che ci chiamassero dagli Stati Uniti o dall’Inghilterra, per accertarsi che la sera del concerto ci fosse davvero “Bufalo” dietro al mixer. Altrimenti non sarebbero venuti».
E poi suonava il sax e, soprattutto, il pianoforte: «Anche questo è una cosa che sa benissimo chi ha frequentato il nostro locale, perché le nostre serate, dopo la chiusura, finivano sempre quasi all’alba con Francesco al piano e tutti attorno a cantare» ricorda ancora Niccolai. Ma lascia un vuoto anche nelle centinaia di ex adolescenti che, fra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, frequentavano il “Dr. Sound”, storico negozio di dischi di via Franceschi, aperto insieme al fratello Alessandro. Aveva un padre involontariamente “ingombrante”, tale Sauro Bufalini, sicuramente il più forte pisano della storia della pallacanestro, ma anche uno dei più grandi d’Italia, tanto da meritarsi un posto di riguardo nella Hall of Fame del basket azzurro, già nel 2012, pochi mesi dopo la sua scomparsa: 111 partite con la nazionale, inclusa la partecipazione a due olimpiadi (1964 e 1968) e tanti trofei con le maglie della Pallacanestro Varese e della Partenope Napoli. Eppure «Bufalo», benché legatissimo al babbo, non è mai stato “il figlio di”: basta scorrere i ricordi delle migliaia di persone che da ieri stanno inondando la rete e i social per rendersene conto: «Nessun parola, frase o discorso potrebbe lenire il dolore che proviamo», scrive la Pallacanestro Valdera di Capannoli in ricordo di Francesco, «padre del nostro Daniele ed ex storico giocatore e allenatore anche per i nostri colori».
Il funerale è stata celebrato alle 10,30 dell'11 agosto nella chiesa dei santi Pietro e Paolo di Latignano. l
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