Il Tirreno

Pisa

Il monumento e la sua città

Quella donazione di sessanta denari di una vedova che servì a realizzare la Torre di Pisa

di Roberta Galli
Quella donazione di sessanta denari di una vedova che servì a realizzare la Torre di Pisa

Fu una donazione a consentire, il 9 agosto del 1173, l’avvio dei lavori per il campanile più famoso al mondo, ancora in piedi grazie alla scienza

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PISA.  I rintocchi delle campane a festa, ieri alle 12 in punto, hanno scandito un compleanno importantissimo. Parliamo degli 850 anni di storia della Torre di Pisa. Il monumento adesso gode di ottima salute, l’inclinazione è diminuita di 460 millimetri, e il Campanile più famoso del mondo è pronto a continuare il suo cammino nei secoli.

Era il 9 agosto 1173, quando iniziarono i lavori e alcuni studi attribuiscono la paternità del progetto all’architetto Diotisalvi che nello stesso periodo stava costruendo il Battistero. Una cosa è certa: la Torre è arrivata fino a noi, superando anche alcuni momenti critici, legati alla sua stabilità, risolti grazie al professor Michele Jamiolkowski e al suo comitato scientifico, rappresentando da sempre un simbolo religioso (è di fatto il campanile della Cattedrale), ma anche la tenacia del suo territorio e dei suoi cittadini.

Ieri mattina, nell’auditorium del Museo dell’Opera della Primaziale, un’anticipazione della grande festa, alla presenza del presidente dell’Opera, Andrea Maestrelli, dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto e del sindaco Michele Conti. Un momento per illustrare i tanti eventi in programma in questo anno di celebrazioni, proseguito la sera con un concerto del pianista iraniano Ramin Bahrami che ha regalato, sulle gradule della Cattedrale, a un pubblico numeroso brani di Bach, Beethoven, Rameau, Brahms, Rachmaninov e Mompou tra gli applausi generali. Gli stessi che ieri a mezzogiorno hanno avvolto come in un abbraccio simbolico la Torre in occasione di un compleanno speciale già passato alla storia.

«Adesso la pendenza della Torre – ha detto il presidente della Primaziale – è la stessa documentata ai primi dell’Ottocento. La stabilizzazione della Torre – ha proseguito Maestrelli – grazie al professor Jamiolkswski, è stata una vera e propria sfida per l’ingegneria geotermica, ma vinta e che ci ha permesso di arrivare sereni a oggi. Il monumento è ancora sotto controllo attraverso un Gruppo di Sorveglianza, presieduto dal professor Salvatore Settis e composto dal professor Carlo Viggiani e dal professor Donato Sabia che ha il delicato compito di controllare i suoi movimenti e che desidero ringraziare per il lavoro svolto con assoluta dedizione e professionalità, ma noi siamo tranquilli». Soddisfazione per questo importante traguardo è stata espressa anche dal sindaco. «La piazza del Duomo e la sua Torre – ha spiegato Michele Conti – rappresentano da sempre un riferimento importante a 360 gradi per la città intera, sia dal punto di vista religioso che scientifico. Ed è per questo che nel 2021 abbiamo sottoscritto il Piano Unesco per la tutela del sito monumentale, un accordo molto importante che va a intersecarsi con le opere di riqualificazione che porteremo avanti grazie alle risorse del Pnrr. È nostra intenzione mettere mano quindi a lavori in piazza Manin, Largo Cocco Griffi, via Cammeo e via Contessa Matilde».

Tra i presenti ieri mattina, nell’auditorium dell’Opera, anche l’arcivescovo di Pisa. «Nello scorrere della vita – ha detto Giovanni Paolo Benotto – ci sono avvenimenti che segnano, uno di questi è la prima pietra che permise la costruzione del campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta. Da documentazione in nostro possesso, risalente agli anni 1172 o 1173 del calendario pisano, si testimonia la donazione di 60 denari da parte della vedova Berta per contribuire alla realizzazione del monumento. Un gesto spontaneo che permise in parte la realizzazione di tutto ciò». Tra le iniziative in programma nella giornata di ieri anche uno speciale annullo filatelico da parte di Poste Italiane presso il Museo delle Sinopie.

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