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Pisa, la protesta: «Senza reddito di cittadinanza tremila famiglie in difficoltà»

di Roberta Galli
Pisa, la protesta: «Senza reddito di cittadinanza tremila famiglie in difficoltà»

Presidio davanti alla sede territoriale dell’Inps in piazza Guerrazzi promosso dalla federazione Usb di Pisa e da Potere al Popolo

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PISA. Proteste anche a Pisa contro la sospensione del reddito di cittadinanza da parte del governo. Ieri mattina presidio davanti alla sede territoriale dell’Inps, in piazza Guerrazzi, promosso dalla federazione Usb di Pisa e da Potere al Popolo. “Reddito, diritti e dignità” sono queste le parole che hanno scandito la protesta. In strada, insieme ai rappresentanti sindacali e esponenti politici di estrema sinistra, anche diversi cittadini che in queste ore hanno ricevuto, attraverso un sms, l’avviso di aver perso il diritto al sussidio.

Secondo Usb sono 3mila i residenti in provincia di Pisa che non avranno più alcun sostegno economico. «Siamo qui – ha detto Cinzia Della Porta di Usb Pisa – perché eliminare il reddito di cittadina è l’ennesimo atto di guerra di questo governo contro i poveri e contro i lavoratori. La misura rappresentava un minimo di sostegno per migliaia di famiglie italiane. Stiamo parlando anche di lavoratori con salari bassissimi che non riuscivano ad arrivare a fine mese. Per noi è uno strumento di diritto per dare dignità ai cittadini in difficoltà e che esiste già in molti Paesi. Invece in un momento storico come quello attuale il governo Meloni ha deciso di far sprofondare nel baratro della povertà circa 700mila persone non solo tra i disoccupati, ma anche lavoratori e lavoratrici che con il reddito di cittadinanza potevano integrare il salario. E lo ha fatto eliminando quel minimo strumento di tutela che per qualche anno ha consentito di fronteggiare il progressivo peggioramento delle condizioni della fascia più debole della società».

Della Porta è molto critica nei confronti dell’esecutivo nazionale. «ll governo – ha continuato la portavoce di Usb – sostituisce il rinnovo dei contratti con bonus e mancette di vario tipo, sostituisce il reddito di cittadinanza con una vergognosa social card, mentre i profitti delle banche raddoppiano e l’Ocse certifica che il nostro è il Paese dove si registra il più forte calo dei salari e i prezzi dei beni di prima necessità continuano a rendere sempre più complesso soddisfare i bisogni primari».

Sulla stessa linea Mauro Solida di Potere al Popolo. «In Toscana più di 42mila sono le persone coinvolte, quasi 23mila nuclei familiari – ha spiegato Solida – che secondo l’Inps hanno usufruito del sostegno a giugno con un importo medio di 533,75 euro. A Pisa sono 3mila le famiglie interessate. Persone che saranno più ricattabili e costrette ad accettare qualunque offerta di lavoro arrivi, anche quelle sottopagate, perché si ritroveranno senza alcuna fonte di reddito, in un Paese dove non esiste un salario minimo a causa dell’ostruzionismo della destra e delle false promesse del centrosinistra. Meloni fa la guerra ai poveri, ma intanto propone la pace fiscale per evasori e imprese».


 

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