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Pisa, il nuovo questore: «Fondamentale l’aiuto dei cittadini, non sono per militarizzare la città»

di Pietro Barghigiani
Pisa, il nuovo questore: «Fondamentale l’aiuto dei cittadini, non sono per militarizzare la città»

L’insediamento in via Lalli del dottor Sebastiano Salvo

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PISA. Una questura aperta alla società che guarda ai cittadini come fonte irrinunciabile in grado di garantire un supporto di conoscenze declinate alla sicurezza. Nel giorno dell’insediamento come primo inquilino degli uffici di via Lalli, il nuovo questore Sebastiano Salvo si presenta alla città. Dal tema degli organici carenti, e in prospettiva sempre più risicati, alle peculiarità di una città che tra microcriminalità legata allo spaccio connessa alla movida, il dirigente promette impegno e “studio” delle materie. Genovese, 59 anni, una lunga carriera nella questura di Genova, il dottor Salvo arriva da Asti dove ha ricoperto il suo primo incarico da questore dal primo agosto 2020. Per anni si è occupato dell’ordine pubblico nel capoluogo ligure dove, tra l’altro, ha gestito la “convivenza” di Genoa e Sampdoria. «Quello dell’ordine pubblico nel calcio è un argomento che conosco e che mi è caro – spiega il questore – . Noi dobbiamo fare la nostra parte e le società devono mettere mano al portafogli per il servizio degli steward».
Nella visione del dottor Salvo il ruolo dei comitati di quartiere, soprattutto quelli dello “Sguardo di vicinato” sono fondamentali e auspicabili. «Sono un sostenitore di questo tipo di partecipazione – aggiunge – . Soprattutto perché possono rappresentare un patrimonio informativo utilissimo. Non parlo delle emergenze, ma della conoscenza approfondita del territorio. Con queste realtà serve dialogare, sono per tutte le forme di collaborazione». Il predecessore Gaetano Bonaccorso, da ieri a Venezia, nel passaggio di consegne ha fornito al collega il quadro della situazione pisana con le sue turbolenze spesso al centro di polemiche politiche e associative. Immigrazione, movida come estensione della presenza universitaria, spaccio esteso tra stazione e pieno centro con Vettovaglie come epicentro.
«A parte la presenza dell’università, si tratta di problemi comuni a tutte le città – sottolinea il questore – . Si chiedono più forze quando c’è un’emergenza che richiede una risposta immediata in un contesto di eccezionalità. Ma non sono per la militarizzazione. Vorrebbe dire aprire scenari preoccupanti. È necessario, quello sì, raccordarsi anche con altri protagonisti». Il progressivo pensionamento del personale e gli effetti del blocco del turn-over degli scorsi anni, segnerà per Pisa e non solo una carenza di agenti.
«Purtroppo questa è la realtà con cui dobbiamo misurarci» chiosa il questore che si dice gratificato per l’incarico a Pisa, «piazza dove se si fa bene apre prospettive importanti come insegna chi è passato prima di me» e annuncia la volontà di partire con una serie di progetti sulla legalità rivolti alle scuole, in particolare le primarie e anche all’ambiente universitario come ha già portato avanti in passato.

«Non solo per una forza di polizia che si arrocca» è il messaggio alla città del neo questore.


 

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