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Pisa, bimba rompe il lavabo nel locale e i genitori chiedono i danni al titolare: ma vengono condannati a risarcire il ristoratore
La bambina si era fatta male dopo essersi seduta sul sanitario che si era staccato dal muro
PISA. Maleducati al punto da far scappare i clienti. Ma anche dannosi fino a rompere i sanitari nel bagno per disabili. È un tema ciclico che periodicamente diventa tema di discussione quello del comportamento dei bambini nei ristoranti. Un caso limite è avvenuto in un locale a Pisa dove una bimba di 11 anni si era fatta male dopo essersi seduta su un lavabo che era crollato sotto il peso degli 80 kg della bambina.
Nell’immediato i genitori avevano chiesto scusa al ristoratore impegnandosi a pagare i danni. Poi, riflettendo o ascoltando consigli con il senno di poi infelici, hanno invertito il senso di una serata poco serena decidendo di fare causa e chiedendo 70mila euro di danni per le lesioni subìte dalla figlia. L’esito del contenzioso è stato che il Tribunale non solo ha respinto la richiesta, ma ha condannato la coppia a pagare le spese di lite a ristoratore e assicurazione per oltre 15mila euro. E a versare poco più di 600 euro al titolare per la riparazione del danno.
Dopo che la figlia, al culmine di scorribande con altre amichette, aveva danneggiato il lavabo, i genitori volevano anche essere risarciti. Sono usciti dal processo con un conto da pagare per una causa pretestuosa.
La storia risale alla sera del 10 aprile 2018. Genitori e due figlie sono a cena in un ristorante a Pisa. Una delle due figlie va in bagno e si siede sul lavabo che si stacca dal muro. L’impatto sul pavimento procura alla bimba una frattura lombare. Serve l’ambulanza per portarla in ospedale dove resta ricoverata per alcuni giorni. E salta pure parecchi giorni a scuola. «Se il sanitario fosse stato fissato bene non sarebbe crollato» è la tesi dei genitori nella causa.
Altro che lavabo pericoloso, è stata la risposta del ristoratore nel contenzioso. «Per tutta la sera i bambini, tra cui gli altri due figli della coppia hanno infastidito i clienti del locale con corse e schiamazzi – è la versione del titolare – . A un certo punto i quattro bambini si sono chiusi a chiave nel locale bagno dal quale provenivano botte e rumori. Successivamente, sono rimaste in bagno soltanto le due amiche e dopo aver sentito un grande botto siamo accorsi immediatamente in bagno e lei stessa ha detto che era seduta sopra il lavabo e questo aveva ceduto, rompendosi in frantumi. Non solo che il giorno successivo, la mamma ha preso contatti con me, scusandosi per il comportamento delle minori e dichiarando che avrebbe pagato i danni arrecati».
Aver trasformato un lavabo in una sedia toglie qualunque diritto al risarcimento.
«L’elemento, di per sé significativo anche in considerazione della fede privilegiata del documento, trova riscontro nelle dichiarazioni dei testi che hanno confermato quanto precedentemente attestato da parte convenuta – si legge nella sentenza – ossia che nell’immediatezza del fatto la minore che era in bagno con la danneggiata, ha dichiarato agli adulti intervenuti che l’amica era seduta sul lavandino prima che cedesse. Il quadro è del resto coerente con l’immediata reazione dei genitori della bambina che hanno in un primo momento, seppur implicitamente, riconosciuto la propria responsabilità per i danni cagionati al locale».
Tra documenti e testimonianze è stato accertato che il cedimento e la conseguente rottura del lavandino è avvenuta «a seguito di una condotta anomala tenuta dalla minore, che ha utilizzato il sanitario alla stregua di un sedile. È indubitabile, del resto, che la funzione del sanitario in questione non sia quella di sorreggere per intero il peso di un bambino di 11 anni – a prescindere dalle dichiarazioni legate all’aspetto “robusto” della minore – assurgendo la condotta della danneggiata a fattore estraneo alla sfera di custodia, imprevedibile e non prevenibile, idoneo ad interrompere il nesso causale». Altro che risarcimenti da pretendere. Per il comportamento scorretto della loro figlia sono i genitori a dover pagare i danni a chi hanno trascinato in Tribunale.l
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