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Piano antincendio del litorale pisano: taglio del bosco su via del Tirreno
Contrarie le associazioni. Il Parco: già chiesta al Comune una revisione
TIRRENIA. Circa un quarto delle aree a bosco sul litorale pisano potrà essere tagliato per motivi di sicurezza. È quanto prevede il Piano Antincendio del Litorale Pisano che, approvato nel 2020, inizia ad avere attuazione con un arco temporale che porta fino al 2027.
Critiche verso questo provvedimento sono le associazioni Amici della Terra Versilia, Italia Nostra Pisa, La città ecologica e Lipu, che hanno inviato osservazioni al piano rivolte alla Regione, ma anche al Parco, al Comune, alla Sovrintendenza e alla Provincia.
«Molte sono le criticità rilevate – scrivono le associazioni – prima tra tutte quella di prevedere il taglio del 26% della superficie boschiva lungo il litorale pisano, in area Parco, con grave danno per la biodiversità che ospita e per l’area urbanizzata che lo circonda, che più di ogni altra cosa necessita della presenza del bosco per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici».
In particolare, le associazioni si concentrano sulle misure previste per il viale del Tirreno, in sostanza dalla Bigattiera fino a poco prima della piazza di Tirrenia. In questo tratto il taglio della vegetazione dovrebbe essere per 10 metri dal marciapiede verso il mare e per 3 metri (su ogni lato) nei vialetti interni degli stabilimenti balneari.
«Si considera del tutto assurdo, in una zona balneare come il viale del Tirreno, realizzare fasce di rispetto disboscate di molti metri di larghezza – dicono le associazioni – e lo stesso vale per le fasce ai bordi dei vialetti di accesso ai bagni. Si tratta di zone urbane, tutt’altro che isolate, non congeniali ai piromani, dove un principio d'incendio verrebbe subito notato e spento. Fasce di rispetto di cui non si prevede la manutenzione, aumentando negli anni non solo il rischio d'incendio anche la diffusione di specie esotiche a danno delle specie da tutelare. Inoltre, le siepi accanto alle vie di transito pedonale sono arredi da conservare. Ma ancora più assurdo è pensare di eliminare nel complesso il 26% dei boschi di un’area protetta».
Al contrario, per le associazioni, si dovrebbe, tra l’altro, «aumentare uomini e mezzi da dedicare al controllo del territorio, incrementare la sorveglianza mediante le torrette antincendio e l’uso di droni, aumentare l’informazione e l’educazione civico-ambientale, intervenire con un periodico taglio dell’erba».
La questione è sul tavolo del Parco. Il presidente Lorenzo Bani, fanno sapere dall’ente, condivide l’esigenza di rivedere al ribasso le previsioni di taglio delle superfici boscate sul litorale. Per questo ha già scritto al Comune di Pisa per chiedere una revisione di quanto previsto nel piano.
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