Il Tirreno

Pisa

La storica pasticceria

Pisa, l’appello di Daniela Salvini a pochi giorni dalla fine del contratto: «Aiutatemi ad acquistare il fondo»

di Roberta Galli
Pisa, l’appello di Daniela Salvini a pochi giorni dalla fine del contratto: «Aiutatemi ad acquistare il fondo»

Il 15 luglio è la data fatidica dello sfratto per finita locazione. Pochi giorni per salvare da una chiusura, ormai quasi certa, la storica pasticceria

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PISA. «Aiutatemi ad acquistare il fondo nel quale svolgo la mia attività». Daniela Salvini, titolare della storica pasticceria Frangioni, non usa giri di parole e si rivolge a chiunque: imprenditori pisani, della provincia, ma anche della Toscana in generale. «Se c’è qualcuno interessato – aggiunge – sappia che il fondo di via San Francesco è in vendita. Noi come pasticceria siamo lì da oltre quarant’anni. Abbiamo sempre pagato l’affitto e non abbiamo avuto alcun problema con il proprietario. Ma, si sa, i tempi cambiano e gli eredi hanno altre idee ed esigenze. Le mura sono state quindi messe in vendita e io in questo momento non sono in grado di far fronte ad altre spese. Ho acquistato da poco la mia abitazione, sopra la pasticceria, sempre dallo stesso proprietario, ma non vorrei ora essere costretta a chiudere la mia pasticceria».

Il 15 luglio è la data fatidica dello sfratto per finita locazione. Pochi giorni per salvare da una chiusura, ormai quasi certa, la storica pasticceria. Ma Daniela Salvini, la titolare, dopo la morte del marito, il maestro pasticcere Giancarlo Frangioni, scomparso nel 2019, prima di arrendersi a qualcosa più grande di lei vuole percorrere tutte le strade, dopo il grande affetto e la sensibilità che in queste settimane la città le ha tributato. «Non mi arrendo – dice –, in quel fondo c’è tutta la mia vita e io, nonostante l’età, vorrei continuare a proseguire il mio percorso. Mi piacerebbe che la mia pasticceria continuasse a vivere, ma soprattutto che la passione e il sacrificio che mio marito e io ci abbiamo messo in tutti questi anni non andassero dispersi».

Tutto ebbe inizio l’1 aprile 1978. «All’epoca avevo 22 anni, un bambino di 18 mesi e smisi di frequentare l’università – racconta Daniela –, mentre mio marito, che di anni ne aveva un po’ più di me, era già un pasticcere esperto: aveva iniziato giovanissimo alla scuola di prestigiosi maestri pisani». Così iniziò la grande avventura dei coniugi Frangioni. Due imprenditori che sono riusciti in quasi mezzo secolo a trasformare la loro pasticceria in un punto di riferimento per generazioni di pisani, dove ancora si possono assaporare i dolci delle tradizioni, ma anche una vastissima scelta di creazioni da banco. Un cammino fatto dì sacrifici, ma anche grandi soddisfazioni e che ora rischia di fermarsi per sempre.

Sulla delicata vicenda di Daniela Salvini in quest’ultimo mese non sono mancate proposte, raccolte di firme e appelli. Ultimo quello del direttore di Confcommercio Provincia di Pisa, Federico Pieragnoli. «Non possiamo restare indifferenti di fronte alla possibilità di vedere abbassata per sempre la saracinesca di un’attività che ha fatto la storia di Pisa – dice Pieragnoli –. Confcommercio è al fianco della pasticceria Frangioni ed è a disposizione di tutti gli interlocutori che abbiano a cuore il suo destino per evitarne la chiusura».

Mentre Daniela resta sulle sue posizioni. «Io non mi muovo da qui – conclude – e spero con tutto il cuore che qualcosa possa cambiare. Ho un quaderno con 1.200 firme raccolte in meno di due mesi e sto pensando di avviare una campagna di crowdfunding, non voglio lasciare niente di intentato per provare a salvare il locale che porto avanti da una vita».


 

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