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Maturità amara

Pisa, studenti sorpresi a copiare all’esame di maturità: bocciati e anche denunciati

di Pietro Barghigiani
Pisa, studenti sorpresi a copiare all’esame di maturità: bocciati e anche denunciati

Liceo Buonarroti, beccati due maturandi: su un cellulare la prova di matematica. Il telefonino è stato sequestrato e a breve sarà svelato anche chi ha elaborato il testo

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PISA. I biglietti nascosti tra le pagine dei libri sono l’amarcord che fa quasi tenerezza. Ma anche gli avambracci istoriati di appunti non è che siano proprio una roba recente così come i post-it nascosti nei polsini stile prestigiatore.

La tecnica della copiatura agli esami si è evoluta da anni nutrendosi di tecnologia. Solo che resta sempre il rischio di venire scoperti. Una variabile che non può essere rimossa.

Soluzione nel cellulare

È successo al liceo scientifico Buonarroti dove, in occasione della seconda prova scritta, quella di matematica, la commissione ha scoperto due ragazzi con la soluzione spiattellata su un cellulare alimentato da una fonte esterna.

Esclusione dall’esame orale, bocciatura e segnalazione alla questura del comportamento dei due maturandi che sono stati denunciati per la violazione di una legge di quasi un secolo fa.

Si tratta di un regio decreto ancora in vigore (articolo 1 della legge 475 del 19 aprile 1925) che punisce chi copia agli esami o alle abilitazioni professionali. La pena varia da 3 mesi a un anno.

Denuncia e sequestro

La polizia, oltre a formalizzare la denuncia in Procura a carico dei due studenti, ha sequestrato il telefonino, di proprietà di uno dei due, con la prova elaborata e inviata dal complice all’esterno. Grazie alla tracciabilità della comunicazione non sarà difficile risalire all’autore dell’esame per conto terzi che ha inguaiato i due ragazzi. È solo questione di tempo. Quello che servirà per accedere ai contenuti del telefonino e ricostruire la cronologia di contatti e dati.

Circolare del ministero

L’episodio risale al 22 giugno e quella che era una parziale voce che circolava nell’ambiente scolastico con il passare dei giorni è diventata una storia che è uscita dal perimetro del Buonarroti. L’accertamento interno è stato rapido e la segnalazione alla questura altrettanto definitiva per chiudere il caso almeno a livello penale.

La circolare del ministero dell’Istruzione e del Merito è chiara sul punto: «Durante lo svolgimento delle prove scritte dell’esame di Stato agli studenti è fatto divieto di usare dispositivi elettronici quali telefoni cellulari, smartphone, smartwatch e qualsiasi altro strumento in grado di consultare file, inviare fotografie o utilizzare tecnologie come luce infrarossa o ultravioletta».

Una raccomandazione che anche i docenti hanno ripetuto ai ragazzi mettendoli in guardia da rischio di usare escamotage tecnologici per affrontare la maturità.

Accesso agli atti

Ai due copiatori è andata male. I familiari hanno chiesto l’accesso agli atti avviati a livello disciplinare dalla scuola. L’intenzione è di impugnare la bocciatura.

«Non mi capacito»

Il dirigente scolastico Alessandro Salerni è amareggiato per l’episodio. «Siamo stati quasi ossessivi nel ripetere che non si poteva copiare – afferma –. Non mi capacito di come abbiano voluto lo stesso rischiare».

Alla fine la denuncia è un effetto collaterale più sopportabile della punizione inflitta dalla commissione d’esame. Esclusione dall’orale, ripetizione dell’anno scolastico e nuovo esame nel giugno 2024, senza trucchetti più o meno tecnologici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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