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Sos patrimonio, l'appello: «Gli imprenditori pisani salvino la chiesa dei Cavalieri»

di Roberta Galli
Sos patrimonio, l'appello: «Gli imprenditori pisani salvino la chiesa dei Cavalieri»

Il rettore don Barsotti dopo la chiusura dell’edificio per «motivi di sicurezza»

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PISA. La chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano continua a restare chiusa al culto e ai visitatori dopo il provvedimento disposto dieci giorni fa dall’ente proprietario, la Direzione Regionale del Demanio. Alla base del provvedimento ci sarebbero «motivi di sicurezza, legati alla stabilità dell’antico soffitto ligneo a cassettoni». E così l’arcidiocesi di Pisa, Giovanni Paolo Benotto, ha chiuso i battenti della storica chiesa, ma il rettore dei Cavalieri, don Francesco Barsotti, da poco nominato parroco di Marina di Pisa, guarda avanti e chiede pubblicamente aiuto alla città, affinché un bene prezioso, anche dal punto di vista storico e culturale, possa quanto prima tornare ai suoi antichi splendori.

«Nessuno – dice don Barsotti – poteva immaginare uno stop così repentino, anche perché la chiesa custodisce dipinti e vessilli storici, tra cui le bellissime bandiere ottomane e barbaresche. Sapevamo che c’erano dei problemi, la Sovrintendenza avrebbe dovuto a breve fare un sopralluogo per disporre il daffarsi, ma alla luce di quanto è accaduto per motivi di sicurezza è necessario che la città tutta si possa stringere attorno a monumento di così grande valore per trovare una soluzione». Don Barsotti pensa a una cordata di imprenditori locali, magari anche in accordo con l’amministrazione comunale, sotto lo sguardo della Sovrintendenza e la Direzione Regionale del Demanio stessa. O meglio capitali privati che vogliano prendere in mano il futuro di questo luogo di culto e offrirgli una seconda possibilità.

«Occorrono persone di buona volontà – aggiunge don Barsotti – in grado di portare linfa a un progetto di riqualificazione dell’intero edificio, affinché tutto il complesso dopo i lavori necessari e indispensabili possa riaprire quanto prima. Quando la Sovrintendenza di Pisa avrà effettuato il suo studio, peraltro già finanziato, la parola potrebbe passare ai privati, con la riqualificazione dell’edificio, anche a livello museale, per preservare i suoi tanti tesori, in una piazza meravigliosa a due passi dalla Scuola Normale». Tesori che a breve saranno oggetto di una catalogazione da parte dello stesso rettore Barsotti e dell’Ufficio dei beni culturali della Diocesi per restare all’interno della chiesa. «Un altro passo importante – spiega don Barsotti – in vista dell’attuazione del provvedimento del Demanio, non avendo in mano una data certa di riapertura».

Sulla vicenda dei Cavalieri è intervenuto nei giorni scorsi anche il gruppo consiliare del Pd, con primo firmatario Enrico Bruni. «Si interpella il sindaco per sapere quali iniziative intenda intraprendere presso gli enti interessati – scrivono i sottoscrittori del documento – per sollecitare un intervento rapido e risolutivo che riconsegni un bene artistico di tale valore alla cittadinanza».

Mentre il rettore Barsotti pensa a un intervento che possa coinvolgere anche il ministero. «In gioco – conclude il rettore – c’è il futuro della nostra chiesa e la città dovrebbe mobilitarsi. L’Arcidiocesi non ha fondi sufficienti per poter far fronte a lavori urgenti e necessari». 

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