Sicurezza
Pisa, Corteo e Gioco “promossi”. E ora i nuovi progetti tra sedi, museo e turisti
Edizione spettacolare, al di là di vincitori e vinti. L’assessore Bedini pensa già al 2024: «Evento che deve sempre di più uscire dalla città»
PISA. È stato un Gioco del ponte spettacolare. Crediamo che questa sia la giusta definizione della sfida tra Tramontana e Mezzogiorno che è andata in scena sabato sui lungarni. Ha vinto la Parte boreale, secondo i pronostici della vigilia, ma solo grazie alla “bella” tra le Nazionali dopo 13 minuti di combattimento appassionanti e di totale incertezza. Tramontana fa quindi il tris di vittorie consecutive dedicando il successo per bocca del suo generale Matteo Baldassari, a Mario Cerrai storico combattente, capitano e luogotenente boreale scomparso recentemente. Confermarsi non è mai facile ma il comando biancoceleste ha dimostrato grande compattezza e soprattutto grande sangue freddo soprattutto nel superare lo choc della sconfitta della propria corazzata San Michele, sconfitta che interrompe la serie di trionfi gialloneri iniziata nel 1998.
Ma l’onore delle armi va a Mezzogiorno ed al suo rinnovato comando che sono riusciti a portare gli avversari al settimo combattimento pur avendo a disposizione in pratica cinque squadre dopo la rifondazione forzata del Sant’Antonio a seguito delle squalifiche dei combattenti per il rifiuto di salire sul ponte nel 2022. Grande merito va al luogotenente Cristiano Scarpellini che ha giocato le sue carte in maniera eccellente, credendo nella forza del San Martino tanto da incrociarlo con il San Michele. Ne è venuto fuori uno scontro epico di oltre venti minuti, sicuramente il miglior biglietto da visita per il Gioco. Comunque avvincenti anche gli altri combattimenti, a parte quello Calci-Sant’Antonio, in cui i valori si sono equivalsi dando incertezza e quindi bellezza alle sfide.
Sfide precedute da un corteo tornato finalmente agli antichi splendori. Partito puntuale, ha rispettato tempi e sincronismo con il bellissimo colpo d’occhio delle squadre con nuovi targoni, tamburi e bandiere.
Ordine anche sul ponte durante i combattimenti con i giudici, anch’essi all’altezza della situazione, che hanno fatto rispettare il divieto di accesso a coloro che non erano né addetti alla comunicazione né del comando.
Tornando al corteo, l’apprezzamento è arrivato anche dal sindaco Michele Conti in veste questa volta di Anziano Rettore. «Siamo davvero soddisfatti per questo corteo sul quale abbiamo lavorato in questi anni con interventi capillare su costumi, targoni e materiale tecnico – ha detto – Pensiamo che il Gioco sia uno degli aspetti più importanti del Giugno Pisano. Abbiamo piacere di vedere che questa tradizione si stia aprendo all’esterno, con una grande partecipazione anche da parte dei turisti. A questo punto siamo pronti anche per mettere mano nei prossimi mesi al museo dedicato al Gioco».
Molto soddisfatto anche l’assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa Filippo Bedini: «Quest’anno finalmente possiamo raccogliere i risultati di questo lavoro, frutto di importanti investimenti, rodando una macchina che, per la precedente edizione, era forse ancora un po’ arrugginita. Abbiamo migliorato tante cose, forti anche delle critiche dell’anno scorso, e risolvendo alcune criticità a cominciare dai tempi del corteo. Importante anche il coinvolgimento durante l’anno dei quartieri e delle scuole con un radicamento sempre più forte delle magistrature. Questo – sottolinea Bedini – grazie anche alle nuove sedi che abbiamo assegnato, pronti anche a colmare ancora alcune lacune in tre quartieri». Tanta gente sui lungarni così come sulle tribune i cui biglietti sono stati messi a disposizione gratuitamente on line. Ancora l’assessore Bedini. «È stata una mia scelta quella di rendere gratuito l’accesso alle tribune. Bisogna però lavorare l’anno prossimo per allargare le presenze anche ai turisti. In questa edizione sono stati assegnati 100 biglietti ai tour operator, un punto di inizio fondamentale per un turismo settoriale e per innescare le sponsorizzazioni, quest’anno passate da 40 mila euro a 110 mila euro di introiti. Il Gioco deve sempre di più uscire dalla città e una edizione come questa può sicuramente aiutare questo processo».
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