Toscana
Pisa perde ogni anno sempre più abitanti. E il sindaco vuole tornare a centomila
Lo svuotamento va avanti da due decenni. Il primo cittadino Conti: «I pilastri per crescere sono i progetti con i fondi del Pnrr e la tramvia»
PISA. «L’obiettivo principale è quello di tornare a essere, nei prossimi dieci anni, una città da 100mila abitanti». Lo scrive il sindaco Michele Conti già nella prima pagina del suo programma di mandato. Sembra una “risposta preventiva” all’annuncio/provocazione di alcuni giorni fa dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto. «Il centro storico si spopola, non ci sono più comunità, sono pronto a ritirare i parroci da quelle chiese», aveva detto in sintesi. Il calo dei residenti è un fenomeno in corso ormai da un paio di decenni. La città è sotto quota 90mila abitanti (88.737). E le previsioni vanno ancora in quella direzione.
“Centro servizi”
«La forza di una comunità, di una città, è data anche dalla sua attrattività in termini di cittadini residenti. Per un lungo periodo abbiamo assistito a una sorta di “emorragia” di residenti che ha impoverito la nostra città, relegandola a una sorta di centro servizi», questa la descrizione che fa il sindaco. «Per questo – aggiunge – occorre proseguire nel percorso avviato in questi cinque anni, per portare un numero sempre maggiore di donne e uomini a vivere a Pisa, perché in grado di accogliere chi decide di scegliere la nostra città per studiare, formare una famiglia, far crescere qui i propri figli, in un contesto sereno, ordinato, pulito, con servizi e scuole efficienti, ma anche di vivere qui la maturità e perfino la vecchiaia, potendo contare su una rete solidale, sociale e sanitaria di prim’ordine».
I numeri
Le riflessioni hanno un evidente valore sociale. Ma c’è anche più di un risvolto concreto. Essere nella fascia oltre i 100mila abitanti per un comune significa poter disporre di un maggior numero di forze dell’ordine e avere più opportunità nella ripartizione dei finanziamenti pubblici in occasione di assegnazioni e bandi. Vuol dire dunque avere più “armi” per la gestione, l’amministrazione e lo sviluppo di un territorio che per i suoi grandi servizi e le sue eccellenze (dalle strutture sanitarie agli atenei, fino ai monumenti di rilevanza mondiale) accoglie, come noto, ogni giorno 150mila persone. Una situazione particolare, ma non riconosciuta nei fatti. Una curiosità: di recente Pisa, Livorno e Lucca hanno presentato insieme l’affidamento di uno studio per la fattibilità della metropolitana di superficie di area vasta. Pisa è baricentrica, ma è stata Livorno a fare da capofila essendo sopra i 100mila residenti.
I sei pilastri
Per Conti la strada intrapresa è quella giusta e deve essere proseguita. Per rafforzare la sua tesi porta i dati sulla qualità urbana de Il Sole 24 Ore che attestano il passaggio di Pisa dalla 58ª posizione del 2018 alla 10ª nel 2022. Il sindaco ha ottenuto la fiducia alle elezioni sulla base di un programma suddiviso in sei pilastri, così li chiama, su cui impostare le principali azioni amministrative del futuro: “Pisa al centro”, “Pisa si cura”, “Pisa sostenibile”, “Pisa coltiva”, “Pisa internazionale”, “Pisa 2050”.
Fondi Pnrr
Il pilastro numero 1 riguarda la realizzazione dei progetti finanziati con le risorse del Pnrr, circa 67 milioni di euro. Per questa mole di lavori è stata creata una cabina di regina, composta da personale del Comune. «La realizzazione di queste opere – dice – contribuirà a migliorare molti aspetti della vita quotidiana di tanti pisani, grazie a interventi sulla rigenerazione urbana e sul miglioramento energetico, così da modernizzare molte aree della nostra città, dei nostri edifici di edilizia popolare, delle nostre scuole e degli asili».
I servizi
Tra le azioni indicate con il pilastro 2 “Pisa si cura”, la creazione della fondazione “Dopo di noi”: un progetto di inclusione sociale delle persone con disabilità, attraverso interventi di accompagnamento per l'uscita dal nucleo familiare. Poi il pilastro 3 “Pisa sostenibile”: «Occorre investire sulle fonti di energia pulita attraverso la costituzione di un consorzio, aperto ai cittadini, per rendere Pisa una città virtuosa dal punto di vista ambientale e della sostenibilità energetica. Per questo il Comune dovrà impegnarsi per la costituzione di una Comunità energetica rinnovabile (Cer)» puntando «a stabilire incentivi e sgravi sulle bollette elettriche, a partire dalle fasce più deboli».
Cultura e sapere
Il pilastro 4 (“Pisa coltiva”) intende valorizzare l’immenso patrimonio artistico, culturale, paesaggistico e storico della città attraverso «la creazione di una moderna struttura per l’ideazione, programmazione, gestione, promozione di attività culturali, di spettacolo e di intrattenimento». Sarà una nuova società partecipata comunale. Il pilastro 5 (“Pisa digitale e internazionale”) ricorda che a Pisa è arrivato il primo segnale che collegò l’Italia a Internet, che «le Università ospitano studenti, ricercatori, docenti» e che la città «accoglie anche imprenditori, che sviluppano tecnologie informatiche e robotiche che possono essere condivise con la città». Per questo motivo l’amministrazione comunale «deve farsi promotrice di un rinnovato Festival della robotica, che coinvolga il mondo della ricerca e dell’Università, cittadini, imprenditori e istituzioni non solo locali». Un appuntamento che, affiancato all’annuale Internet Festival e alle tante attività di cooperazione, «faccia diventare Pisa una città sempre più internazionale e digitale».
Mobilità e tramvia
Capitolo particolare quello del pilastro 6 (“Pisa 2050”) perché «il grande cambiamento di Pisa nei prossimi anni – dice Conti – passerà dalla realizzazione di una tramvia che rivoluzionerà non solo la mobilità in città, ma anche l’approdo in città di turisti e pendolari». Il progetto prevede il collegamento tra la Stazione Centrale e l’ospedale di Cisanello, con due ramificazioni verso Piazza dei Miracoli e la Stazione di Pisa San Rossore, oltre che verso il complesso del Cnr fino al confine con il comune di San Giuliano. «Il Comune di Pisa – ribadisce – ha già pronto il progetto e parteciperà al prossimo bando che verrà indetto dal ministero delle Infrastrutture. Al contempo, stiamo lavorando con i Comuni capoluogo limitrofi, Lucca e Livorno, per creare un’area metropolitana costiera, collegata attraverso un sistema tranviario», ovvero la metropolitana di superficie.
Nuovi “quartieri”
Un’altra spinta è attesa dai progetti di rigenerazione urbana, con il recupero e la trasformazione anche in opportunità abitative di luoghi di spicco. Dall’ex cinema Ariston in via Turati (cantiere in corso) all’ex distretto militare in San Martino (concesso il permesso per costruire), dall’ex caserma Artale di via Roma (in discussione il piano di recupero) all’area del Santa Chiara una volta libera dalle strutture ospedaliere (dal 2026).
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