Il Tirreno

Pisa

L’investimento

Pisa, Palazzo Mastiani ceduto alla ditta che realizzerà il polo di Veterinaria

di Pietro Barghigiani
L’ingresso della sede di San Piero a Grado del dipartimento di Scienze veterinarie a destra il portone di Palazzo Mastiani in Corso Italia
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L’ingresso della sede di San Piero a Grado del dipartimento di Scienze veterinarie a destra il portone di Palazzo Mastiani in Corso Italia

Nei 35 milioni dell’appalto c’è anche lo storico edificio di Corso Italia

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PISA. Un appalto che dà una risposta logistica attesa da oltre vent’anni e assegna una nuova proprietà a un palazzo storico dismesso dai primi anni Duemila che affaccia su Corso Italia.

Il perno di un’operazione immobiliare che muove circa 35 milioni di euro è l’ateneo pisano, il più “ricco” proprietario di fondi della città.

L’appalto

La prima notizia, che di riflesso ne contiene una seconda, è l’aggiudicazione dei lavori per ampliare la sede di veterinaria di San Piero a Grado e realizzare così quello che alla fine del secolo scorso era stato ipotizzato dall’università: creare un unico polo del dipartimento di Scienze Veterinarie (ex Facoltà di Medicina Veterinaria) .

Inaugurata nel 1965, la sede si trova sul viale delle Piagge. Nel marzo 2000 è diventato operativo a San Piero a Grado il primo lotto della sede del dipartimento con l’obiettivo di trasferire l’intera struttura dopo la costruzione di nuovi edifici nel luogo dove da tempo è stato aperto anche l’Ospedale didattico veterinario.

Nel 2023 il progetto può partire con la firma della Impresa Generale Spa di Modena che ha vinto l’appalto finanziato dall’ateneo con 20 milioni di euro ottenuti dalla Cassa Depositi e prestiti, fondi ministeriali per svariati milioni di euro, una minima parte di risorse proprie (poco meno di 300mila euro) e, notizia nella notizia, il trasferimento della proprietà di Palazzo Mastiani per un valore che supera i 5 milioni di euro. È questa la seconda novità di rilievo in un ballo del mattone che chiude vicende annose tra centro e periferia cittadina.

San Piero a Grado

La società modenese ha ottenuto il via libera del committente con la consegna dei lavori e ha già provveduto a cantierare, come si dice in gergo, l’area in località “La Ballerina” di un’opera che da contratto la vedrà impegnata per un paio d’anni.

Non c’è solo il miglioramento dell’esistente, anche e soprattutto a livello di energie rinnovabili e riduzione di consumi.

L’impegno sottoscritto dalla Impresa Generale Spa è quello di costruire nuovi edifici che possano ospitare le attività che da quasi sessant’anni si trovano alle Piagge.

Come e quando verranno impiegati gli spazi dopo il trasferimento totale a San Piero a Grado è un tema che l’ateneo dovrà affrontare prima della fine dei lavori. C’è tempo fino al 2025 per studiare come riempire quelle cubature.

Palazzo Mastiani

Nella partita del dipartimento di veterinaria, l’università ha inserito come risorsa aggiuntiva il palazzo che periodicamente veniva messo sul mercato senza incontrare pretendenti pronti a sborsare la cifra richiesta. Il valore stimato è di 5 milioni e 170mila euro.

Ingresso principale in Corso Italia al civico 40, l’edificio ha un secondo affaccio in via “La Nunziatina”.

Di origine Ottocentesca e passato di mano nel tempo alle famiglie nobili delle varie epoche, l’Inps ne è stato proprietario dal 1924 fino al 2002 con l’ateneo che lo ha utilizzato dal 1970 per ospitare la facoltà di Informatica. Poi nel 2002 l’acquisto dell’edificio di 4mila mq e circa 20mila di volumetria con un cortile e un giardino esterno. Dai primi anni Duemila il portone, diventato una bacheca destinata ai volantini, è rimasto chiuso per qualunque tipo di attività. Ora la nuova proprietà lo ha in “pancia” nell’operazione che vedrà il completamento del nuovo e definitivo dipartimento di Scienze veterinarie. La pluralità delle destinazioni d’uso spazia dal residenziale al commerciale e al direzionale senza escludere il ricettivo. Uno studio commissionato dall’ateneo, con ipotesi condivise dalla Soprintendenza, aveva indicato in un frazionamento di 20 unità immobiliari l’intervento più consigliato. Ora non è più un pensiero dell’università, ma diventa opportunità del privato.


 

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