Gioco
Pisa, morto a sei anni dopo un malore: no dei familiari all’archiviazione
L’episodio in una piscina. I legali: «Ci sono troppi aspetti non chiariti»
PISA. «Non va archiviata l’inchiesta sulla morte di Kumar». Affidano ai legali che li hanno seguiti fin dal giorno della tragedia, i familiari del bimbo di 6 anni, di origine indiana, deceduto al Meyer il 18 luglio scorso dopo il malore che lo aveva colpito il giorno prima, una domenica, nella piscina del parco acquatico “Piccolo Mondo” a San Giuliano.
La Procura ha depositato una richiesta di archiviazione sostenendo che la ricostruzione dei fatti, precedenti e successivi all’episodio concluso con la morte del piccolo, non permettono di addebitare responsabilità penali da sostenere in un giudizio. Una conclusione non accettata dai familiari di Kumar Anmol, rappresentati dagli avvocati Andrea Callaioli, Lodovico Espinoza e Alessandro Niccoli che, con un’opposizione articolata alla decisione della Procura, chiedono al gip del Tribunale di non archiviare l’indagine.
Secondo gli elementi sottoposti dai legali alla valutazione del giudice ci sono diversi aspetti rimasti in ombra che devono essere chiariti. Il bagnino che sostiene di essere stato presente il pomeriggio del 17 luglio in realtà non compare tra i contrattualizzati che risultano agli atti. E i due che figurano sono stati assunti il 4 agosto con un rapporto di lavoro non in essere al momento dei fatti. Altro fronte su cui i familiari invocano chiarezza è quello della responsabilità nella gestione della struttura con una società che doveva subentrare nell’autorizzazione sanitaria, ma che non aveva ancora perfezionato il passaggio formale. A parere dei legali atri profili sottovalutati dalla Procura riguardano il numero delle persone presenti nel Parco al momento dei fatti e l’inidoneità del materiale della pavimentazione intorno alla piscina, che non risponde ai criteri antiscivolo. Peraltro quelle carenze avevano portato la Azienda Usl ed i Nas a disporre la chiusura della struttura dopo la morte del piccolo Anmol, ma questo non è stato ritenuto rilevante dal pm. A breve il gip fisserà l’udienza in camera di consiglio per esaminare la richiesta che punta a rimuovere quelle che, secondo i legali delle parti offese, restano opacità anche dopo la conclusione delle indagini da parte dei carabinieri.
La morte di Kumar, residente con la famiglia a Pisa e a cui è stata dedicata la biblioteca della scuola “Damiano Chiesa”, fu un dolore per la comunità pisana.
Il piccolo si sarebbe sentito male quando era a bordo piscina, cadendo poi in acqua. Dando l’impressione che si fosse trattato di un normale tuffo. Dopo qualche secondo però ci si era accorti che qualcosa non andava ed era stato soccorso. Tra i primi a intervenire per soccorrere il bambino anche un medico che si trovava all’interno della struttura. Il bimbo, dopo essere caduto nell’apparente tuffo, era rimasto per qualche minuto in acqua senza che gli addetti al salvamento se ne accorgessero. Rianimato con il defibrillatore e trasferito a Cisanello, le condizioni imposero il ricovero al Meyer dove il giorno dopo il bambino cessò di viverel
Pietro Barghigiani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
