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Il pentimento

Pisa, ignora l’alt e si schianta con la Jaguar. L’agente immobiliare si scusa: «Una fesseria senza motivo»

Pisa, ignora l’alt e si schianta con la Jaguar. L’agente immobiliare si scusa: «Una fesseria senza motivo»

Ignora l’alt e provoca incidenti, il 65enne davanti al giudice

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i Pietro Barghigiani

Pisa «Chiedo scusa, ho fatto una fesseria e non so spiegarmi neanche il motivo».

Davanti al giudice che ha convalidato l’arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, dopo un inseguimento in auto a folle velocità di almeno cinque chilometri con macchine danneggiate e almeno quattro persone finite in ospedale, il 65enne agente immobiliare pisano fa mea culpa.

Agli arresti da giovedì pomeriggio, nei confronti del professionista (omettiamo le generalità per tutelare il figlio minore coinvolto negli incidenti, ndr) il giudice Annalisa Dini ha disposto l’obbligo di firma giornaliero in attesa del processo fissato entro la fine del mese. Il magistrato di turno Egidio Celano aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.

Inseguito e fermato dagli agenti della Municipale di San Giuliano, l’agente immobiliare, con interessi e agenzie anche in Versilia, era alla guida della sua Jaguar Type, vecchio modello, priva di assicurazione e revisione. Al suo fianco il figlio 14enne, anche lui medicato al pronto soccorso per le lesioni provocate nello scontro tra la Jaguar e una Fiat Cinquecento nel sottopasso del viale delle Cascine a Pisa.

L’ultima tappa di una fuga iniziata sull’Aurelia nel territorio di San Giuliano. Quando il 65enne ha visto un agente della Municipale con la paletta alzata al posto di controllo ha impresso un’accelerazione all’andatura fino a un secondo prima ordinaria.

Voleva schivare il sequestro dell’auto, un provvedimento che già una ventina di giorni fa aveva sfiorato fuggendo a un altro posto di blocco in zona. La corsa lungo l’Aurelia è stata costellata di sorpassi scellerati e specchietti retrovisori saltati. Quando ha imboccato contromano la rotatoria del viale delle Cascine il 65enne aveva i minuti contati. Il frontale con la Cinquecento è stato il traguardo di quella che in aula ieri mattina il protagonista ha rubricato come fesseria. Una stupidaggine, a suo modo di vedere, commessa con il figlio 14enne accanto finito al pronto soccorso. l



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