Sicurezza
Peculato all’Asl, dopo il patteggiamento il risarcimento per danno d’immagine
La condanna della Corte dei Conti nei confronti di un funzionario
PISA. L’auto di servizio usata per andare al bar con gli amici. Ma anche in banca e, prima di rientrare in ufficio, pure una sosta dal fornaio. In un caso la macchina dell’Asl fu utilizzata dal funzionario anche per andare a prendere il figlio al campo sportivo a Cascina. Episodi circoscritti nel tempo, ma finiti sotto la lente della Guardia di finanza. Dopo aver patteggiato la pena e risarcito il danno per le ore retribuite mentre era occupato in commissioni private, Alessandro Gorreri, 56 anni, di Pisa, tecnico di prevenzione dell’ufficio Igiene Pubblica e Nutrizione dell’Asl, è stato condannato dalla Corte dei conti a risarcire l’Asl Toscana Nord Ovest con 2.500 euro. La Procura chiedeva un saldo di 10mila euro alla voce danno d’immagine.
Truffa, peculato d’uso e false attestazioni di presenza sono i reati per cui ha patteggiato il dipendente Asl conosciuto a Pisa anche per il suo passato politico. Per una quindicina d’anni e fino al 2013 è stato consigliere comunale di opposizione (da FI al Pdl) e poi in maggioranza fino alla primavera 2013 nel gruppo consiliare In Lista per Pisa. Candidato nel maggio dello stesso anno sempre con la medesima lista, Gorreri non era stato eletto.
L’ammontare del danno patrimoniale provocato all’Azienda sanitaria era minimo, qualcosa di più di 2mila euro, per una serie limitata di casi di assenteismo che lo avevano anche portato alla sospensione per sei mesi. La Guardia di finanza aveva inviato in Procura un’informativa nella quale venivano dettagliate le mosse di Gorreri, dall’uso disinvolto del badge agli spostamenti con l’auto dell’Asl.
Nell’estate 2017 i finanzieri prendono nota delle tappe del funzionario in orario di servizio. «Si recava con un collega presso l’esercizio commerciale denominato “La bottega del goloso” sito in via provinciale Calcesana, dove si tratteneva per 30 minuti – si legge nella sentenza – poi presso l’Unicoop di Cascina, successivamente, a prendere suo figlio presso il campo sportivo di Cascina e, dopo ancora, si dirigeva lungo la superstrada FI-PI-LI in direzione di Marina di Pisa, riportando il veicolo presso la sede dell’azienda alle 13, 10». In un’altra occasione con la Panda aziendale «si recava presso un bar di Marina di Pisa dove si incontrava con alcuni amici, poi presso una banca di Tirrenia, dopo ancora presso un panificio di via Livornese, riportando il veicolo presso la sede dell’azienda alle 11, 55». A fine settembre 2017 «alle 9, 25, si faceva accompagnare da un collega non identificato, che utilizzava a tal fine l’autovettura Fiat Punto intestata all’azienda Usl Toscana Nord ovest e che lo seguiva mentre portava la propria autovettura presso un’officina sita in Ospedaletto, dalla sede di tale officina, ove lasciava la sua autovettura, fino alla sua abitazione». l
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