Finanza
A Pisa svelato il superlaser che rivoluzione la diagnostica di precisione
I ricercatori lo stanno studiando nel bunker di San Cataldo. Come simbolo del centenario è stata scelta una astronauta, una “Ambasciatrice del pianeta Terra”.
PISA. Parte da Pisa, dal Cnr, un nuovo studio, l’unico in Italia, finalizzato alla creazione di un super laser, capace di aprire nuovi ed importanti orizzonti nell’ambito della diagnostica di precisione e nella cura di patologie importanti.
La presentazione del nuovo progetto, nel suo laboratorio “bunker” è stato il momento clou de “La primavera della ricerca”. Parliamo della “giornata-aperta”, svoltasi ieri, presso l’area del Cnr di Pisa, per festeggiare il centenario della fondazione con una serie di eventi: laboratori, pillole di scienza per le scuole, seminari, giochi, e un talk show con i ricercatori e il disegnatore Gabriele Peddes che ha coinvolti studenti, provenienti da tutta la provincia, e i cittadini. Oltre ad un momento con la presidente nazionale del Cnr, Maria Chiara Carrozza.
Una iniziativa voluta proprio dal Cnr per far conoscere il lavoro quotidiano portato avanti da decine di ricercatori anche a Pisa. E ieri mattina, le porte della cittadella della ricerca pisana si sono aperte anche per il nuovo laboratorio dove si sta sperimentando un super laser capace di sviluppare oltre 200 mila miliardi di watt, superiore alla potenza elettrica istantanea del pianeta. Un fascio di luce in grado di aprire nuove frontiere nel campo biomedico e radiobiologico, nella diagnosi precoce per immagini e nella radioterapia nella cura di malattie aggressive.
Il nuovo laboratorio, che combina un impianto laser di altissima potenza con sistemi per lo studio dell’interazione tra luce e materia, si trova presso l’Istituto nazionale di Ottica dell’Area di Pisa (Ino-Cnr). A capo del progetto c’è il dottor Leonida Gizzi, responsabile della sede Ino. «L’infrastruttura dell’Ino-Cnr per la sua combinazione di caratteristiche laser e sistemi di misura avanzati – ha spiegato Gizzi –, è l’unica in Italia presso la quale sia possibile ottenere fasci di particelle e radiazioni per applicazioni biomediche di prodotti con tecniche laser e in condizioni controllate». Un impianto, quello pisano, che esprime a pieno la sua vocazione nello sviluppo dei laser e continua a proporsi come una delle realtà leader in Italia nel campo dell’ottica e della fotonica e motore della ricerca e della formazione in questo settore. «In questo momento – ha spiegato ancora Gizzi – stiamo sperimentando gli studi preclinici, passando quindi dalla fase di sviluppo di principio alla fase applicativa. Il nuovo obiettivo è quello di sviluppare un nuovo approccio di radioterapia che si chiama radioterapia flash che serve per potenziale i raggi in ambito oncologico, utilizzando un meccanismo attualmente allo studio che consente di ridurre gli effetti sui tessuti sani e di lavorare sulle radiofrequenze in modo più efficace. Tutto questo rientra in un progetto più ampio in collaborazione con l’Università di Pisa e all’Aoup per arrivare all’applicazione clinica anche su alcuni macchinari già consolidati».
«Chiaramente, al momento, si parla ancora di una ricerca – ha spiegato ancora Gizzi – ma sul progetto stanno convergendo altri laboratori simili in Europa e nel mondo perché questo è il futuro su cui dobbiamo unire le forze».
Presente ieri mattina alla cittadella ricerca di San Cataldo anche il presidente del Cnr di Pisa, Antonello Provenzale. «Vogliamo fare innamorare le persone della scienza – ha detto Provenzale – e così abbiamo voluto aprire le porte della nostra area a tutta la città di Pisa e alla Toscana, per raccontare i nostri studi di ogni giorno e le nostre scoperte. I nostri ricercatori hanno raccontato la scienza in modo divulgativo e coinvolgente, regalandoci le loro “cartoline della ricerca”, immagini significative dei loro studi e delle loro carriere. Noi veniamo da lontano e vogliamo andare ancora più lontano, e lasciare alle prossime generazioni quel testimone di ricerca libera che ci ha consegnato Vito Volterra nel 1923».
Come simbolo del centenario è stata scelta una astronauta, una “Ambasciatrice del pianeta Terra”. «Ovvero la scienziata del futuro – ha concluso Provenzale – che con le sue ricerche scopre nuovi mondi. Perché noi vogliamo e dobbiamo andare lontano, ma soprattutto promuovere la ricerca per far capire che è essenziale sia per il presente che per il futuro. Ed è importante comunicare il nostro lavoro, in modo particolare ai giovani, in quanto la ricerca e lo sviluppo sono alla base della vita di tutti noi».
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