Il Tirreno

Pisa

Le indagini

Omicidio Capovani, si scava nella memoria di cellulari e computer usati dallo “sciamano”. Si cerca ancora l’arma del delitto

di Pietro Barghigiani
Omicidio Capovani, si scava nella memoria di cellulari e computer usati dallo “sciamano”. Si cerca ancora l’arma del delitto

Incarico della Procura a un ingegnere informatico. Per quanto riguarda l’arma l’ipotesi è che si tratti di un oggetto usato nelle arti marziali

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PISA. Non si sono fermate le indagini dopo l’arresto di Gianluca Paul Seung, autoproclamatosi sciamano per i suoi seguaci dell’antipsichiatria.

Gli investigatori della squadra mobile sono impegnati soprattutto nella ricerca dell’arma del delitto, un oggetto corto con l’estremità tonda. Seung, appassionato di arti marziali, potrebbe aver usato una piccola mazza, modello nunchaku caratterizzato da due bastoni uniti con una corda o una catena. In parallelo gli inquirenti vogliono sondare anche il terreno dei contatti, telematici e social, del 34enne di Torre del Lago. Il procuratore capo reggente Giovanni Porpora e il sostituto Lydia Pagnini hanno affidato un incarico all’ingegnere informatico Michele Vitiello, un esperto a livello nazionale di analisi forensi.

L’ultimo caso seguito a Pisa è stato quello della morte – suicidio dandosi fuoco – dello studente universitario di Marsala, Francesco Pantaleo nell’estate 2021. Il consulente dovrà aprire e scaricare le memorie interne di cellulari e notebook sequestrati dalla polizia a Seung. E anche il suo profilo Facebook sarà indagato alla ricerca di elementi utili a chiarire, per quello che sarà possibile, il perimetro di un’esistenza che da oltre dieci anni era segnata da disturbi evidenti e paranoie latenti. E che periodicamente deflagravano in atti di violenza o altri episodi rubricati come stranezze, ma con il senno di poi sintomo di un malessere profondo deragliato in omicidio. Infine, ieri all’udienza preliminare davanti al gip, il primo caso da trattare era quello di un immigrato da periziare dopo aver provocato una serie di disagi in una Rsa. La consulente che avrebbe dovuto ricevere l’incarico era la dottoressa Capovani.

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