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Pisa, base militare: i candidati sindaco divisi tra favorevoli e contrari

di Francesco Paletti
Pisa, base militare: i candidati sindaco divisi tra favorevoli e contrari

Confronto alla Stazione Leopolda promosso dalle Acli, assente Conti

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PISA. Finisce con gli appelli al voto. Paolo Martinelli (centrosinistra) lo chiede per «una città che non sia più ferma e rancorosa come lo è oggi, ma che riparta dalle persone che fanno più fatica, l’unico modo per non lasciare indietro nessuno». Ciccio Auletta (Unione Popolare e Una Città in comune) per «un comune di pace, in cui non ci sia spazio per altre basi militari: né a Coltano, né altrove». Rita Mariotti (Terzo polo) per il motivo diametralmente opposto, «perché quella caserma serve, anche per difenderci da attacchi terroristici di cui potremmo essere bersaglio». Alexandre Dei (Patto Civico) «perché vogliamo riportare al centro della città le periferie e chi le abita» e Edoardo Polacco (Comitato Libertà Toscana) «per un’amministrazione con meno partiti e più cittadini».

Manca quello di Michele Conti (centrodestra), unico candidato sindaco assente al confronto organizzato in un’affollatissima Leopolda, promosso dalle Acli provinciali di Pisa in collaborazione con Arci, Casa della Donna, Forum del Terzo settore, Libera e Movimento dei Focolari e coordinato dal giornalista Luca Lunedì. «Lo abbiamo invitato prima con due mail, inviate una il 24 marzo e l’altra il 3 aprile, poi lo abbiamo contattato telefonicamente l’11 e cinque giorni dopo ci ha risposto che non sarebbe potuto essere presente per altri impegni: ci dispiace tantissimo che non sia potuto essere presente», ha detto il presidente delle Acli di Pisa Andrea Valente, in apertura, indicando la sedia lasciata vuota.

Subito dopo il minuto di silenzio per la dottoressa Barbara Capovani, la psichiatra barbaramente assassinata. Poi il dibattito. Che parte dalle politiche di genere con Martinelli che sottolinea la necessità «che Pisa rientri subito nella rete Ready e propone la ricostituzione della commissione comunale per la parità di genere», Auletta e Mariotti che chiedono «più risorse per i centri antiviolenza», Dei propone «il rafforzamento dei percorsi educativi contro l’omotransfobia» e Polacco l’istituzione di «un ufficio comunale per tutti i soggetti deboli».

In sala è sfida a colpi di applausi tra le claque a sostegno di ciascun candidato. Con Auletta che affonda il colpo quando si affronta il tema della legalità: «È incomprensibile che si parli di infiltrazioni mafiose senza citare il caso Keu – dice –. Se vinceremo le elezioni, il Comune si costituirà parte civile». Martinelli rilancia sulle politiche di contrasto alla povertà: «Occorre prima di tutto un osservatorio pubblico sulle povertà e poi investimenti per aumentare il numero di assistenti sociali, e sulle periferie per portare lì i servizi, come noi proponiamo di fare con il portierato di quartiere». Mariotti (d’accordo con Auletta) propone «la necessità di utilizzare la leva fiscale con imposte comunali basate sul criterio della progressività». Dei torna sul tema della violenza di genere per proporre «uno sportello antiviolenza nelle Case della Comunità». E Polacco solleva la questione della sicurezza: «Serve certezza della pena e anche la polizia municipale deve fare la sua parte».


 

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