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Calci, cittadinanza onoraria negata ai partigiani della Brigata Casarosa. L’Anpi: «Pagina vergognosa»
L’associazione ringrazia il Comune e critica il centrodestra: «A San Giuliano voto favorevole all’unanimità, qui invece scuse formali che ci sconcertano»
CALCI. «Un triste 25 aprile a Calci per la cittadinanza onoraria negata ai partigiani». Con queste parole l’Anpi di Calci commenta quanto accaduto in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale nel corso della quale era in discussione il conferimento della cittadinanza onoraria ai partigiani della Brigata Casarosa che ha combattuto per la libertà sul Monte Pisano. Un conferimento possibile se, anche solo con un voto, la minoranza calcesana di centrodestra avesse aderito alla proposta dell’amministrazione guidata dal centrosinistra. Così non è stato e i partigiani che hanno lottato su queste montagne non saranno cittadini onorari del piccolo Comune.
«L’Anpi che (come dice lo Statuto) ha tra i suoi principali doveri quello di “valorizzare in campo nazionale ed internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani e degli antifascisti, glorificare i Caduti e perpetuarne la memoria” aveva proposto alle amministrazioni comunali di San Giuliano Terme e di Calci di conferire la cittadinanza onoraria alla Brigata Nevidio Casarosa che, durante la Resistenza, aveva operato sul Monte Pisano» si legge in una nota dell’associazione che ricorda come nacque la formazione, su impulso del Comitato nazionale di liberazione. La formazione era divisa in tre settori: il primo sul Monte Faeta, il secondo sul monte di Molina di Quosa e il terzo sul monte di Calci. «Ogni distaccamento – continua l’Anpi – provvedeva alla propria alimentazione ma forte fu l’apporto degli abitanti della zone interessate che offrirono aiuti e a Calci questo avvenne durante tutto il periodo in cui la Resistenza operò dimostrando con ciò uno stretto legame tra partigiani e popolazione locale. Le vicende della Brigata sono state pienamente ricostruite tramite le memorie orali, le biografie scritte e le carte d’archivio e fanno parte di dati acclarati dalla storiografia ufficiale: è giunto il momento di concedere l’onore a chi quelle vicende le visse in prime persona mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri familiari per il bene comune e la libertà».
A San Giuliano Terme, ricorda l’Anpi, «l’intero consiglio comunale ha votato all’unanimità la concessione della cittadinanza onoraria alla brigata partigiana. A Calci si è consumata una pagina vergognosa per la storia della nostra comunità». L’Anpi parla di «scuse formali» da parte della destra per non votare il provvedimento sul quale non gravava alcun impedimento tecnico, stando a quanto riverito anche dalla segreteria comunale.
«Come Anpi vogliamo esprimere il nostro più sentito ringraziamento al sindaco di Calci che ha proposto il conferimento della cittadinanza onoraria ai partigiani, alle forze di centrosinistra che hanno votato e difeso il provvedimento, agli uffici comunali che si sono adoperati per rendere possibile il conferimento e contemporaneamente esprimiamo il nostro sconcerto per la posizione politica e le parole dei componenti del gruppo consiliare Uniti per Calci che hanno vanificato un percorso intrapreso da mesi, dimostrando di non ritenere la lotta di Liberazione un valore fondante della nostra democrazia».
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