Il Tirreno

Pisa

Le reazioni

Psichiatra uccisa a Pisa, un collega di Barbara Capovani: «Non è stato un malato di mente ma un delinquente pericoloso»

Psichiatra uccisa a Pisa, un collega di Barbara Capovani: «Non è stato un malato di mente ma un delinquente pericoloso»

Lo psichiatra Roberto Sarlo, già direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell'Azienda Usl Toscana Nordovest: «Parlare di cura per queste persone è mistificante: un torto ai veri malati»

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Quello che è accaduto alla dottoressa Capovani, lo sappiamo, è orribile e assurdo. Ancor più perché era evitabile, conoscendo personalmente il presunto colpevole. Di certo i demagoghi di turno (non mancano mai in queste circostanze) individueranno le cause nella carenza di risorse umane e strutturali, nel cronico affanno degli operatori sanitari, nelle imperfezioni organizzative, se non nella insufficienza delle cure prestate al "malato". Tutto scontato e risaputo, ma lontanissimo dai veri motivi. Queste persone, diagnosticate con errore colossale e imperdonabile come "malati di mente", sono in realtà balordi delinquenti, pericolosi per i sanitari e per tutti i cittadini, che non sono in grado e non dovrebbero vivere (a piede libero) nella società civile».

Sono le parole di un collega della dottoressa Capovani, la psichiatra 55enne brutalmente aggredita venerdì all’esterno dell’edificio dove lavorava al Santa Chiara di Pisa. Sono le parole di chi, con l’uomo che ha sferrato i colpi mortali contro la dottoressa, ha avuto a che fare: il dottor Roberto Sarlo, anche lui psichiatra, già direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell'Azienda Usl Toscana Nordovest, collega e amico di Barbara Capovani. «Ora se l'esito giudiziario di questo terrificante reato sarà (come mi immagino) vizio di mente (stabilito da qualche frettoloso perito), quindi non punibilità e nuovo affidamento alle cure della Psichiatria, credo proprio che il corso di questi fatti efferati non si fermerà – prosegue – . Parlare di cura per queste persone è mistificante: si fa un torto ai veri malati di mente. Questo perché "curare" le così dette personalità abnormi (così vengono definiti) è come voler "curare" il colore degli occhi: quello è e quello rimane! Non solo: se vengono etichettati come "pazienti psichiatrici", sviluppano un sentimento di impunità per cui si sentono autorizzati a perpetrare le loro condotte ("tanto non possono punirmi, sono un malato!"). E imparano anche ad imitare i sintomi della malattia mentale, essendo di solito cognitivamente molto ben dotati. La violenza e la cattiveria esistono e non sono tout court attribuibili alla follia. Insomma gli Psichiatri e tutti i sanitari che lavorano in Psichiatria non sono complementi delle forze dell'ordine e i reparti psichiatrici non sono succursali del carcere».


Quella del dottor Sarlo è una delle numerose prese di posizione a poche ore di distanza dall’assalto omicida. Poche ore nel corso delle quali gli agenti della polizia di stato di Pisa sono riusciti a rintracciare i presunto colpevole. È a loro che arriva il «ringraziamento profondo», per usare le sue parole, del deputato della Lega Edoardo Ziello. «Adesso però sia fatta definitivamente giustizia a livello processuale con l’auspicio di non vedere un ulteriore esempio di impunità». Per la Lega ad affrontare il tema della sicurezza negli ospedali è anche la consigliera regionale Elena Meini. «Le istituzioni agiscano in fretta – il suo auspicio – per scongiurare il ripetersi di questi drammatici eventi. Si preveda un Tavolo operativo sulla tematica». Richiesta simile arriva anche da Fratelli d’Italia. «Siamo di fronte a un episodio gravissimo che deve impegnare noi tutti in una seria riflessione. La legge Basaglia ha di fatto delegato agli psichiatri e alle famiglie la custodia dei pazienti.È evidente che non funziona la gestione odierna delle persone affette da gravi patologie psichiatriche. Sollecito, quindi, anche la Regione Toscana affinché si faccia promotrice di una riforma del nostro sistema psichiatrico, Fratelli d'Italia è già disponibile a lavorare ad un nuovo quadro normativo» ha detto Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e componente della Commissione Sanità.

E dalla Regione arriva la presa di posizione del presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo: « Di fronte a un dramma come questo non ci sono parole adeguate se non un sentimento profondo di rabbia, dolore e sgomento per una tragedia così assurda. Non è possibile pagare con la vita l'impegno lavorativo, oltre tutto, come nel suo caso, sempre dedicato ad aiutare gli altri».

Le segreterie provinciale e comunale del Pd pisano aggiungono: «È necessario che medici e personale siano maggiormente tutelati, non è accettabile quanto avvenuto e si deve agire affinché non si ripetano fatti così sconvolgenti. È necessaria una riflessione da parte della dirigenza ospedaliera, degli enti locali e regionali per agire in difesa del personale che lavora al servizio della comunità».

«È dovere della politica dare una risposta decisa ed efficace per interrompere questa scia criminale verso gli operatori sanitari, che ogni giorno sono in prima linea per garantire il diritto alla salute dei cittadini e che con grande professionalità esercitano il loro ruolo anche in situazioni difficili» ha dichiarato infine Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web