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Pisa, saccheggiavano le auto dei turisti portandosi dietro anche i figli: ecco chi sono i 5 arrestati
L'operazione "Trolley" dei carabinieri dopo mesi di indagini
PISA. Uscivano di casa la mattina e andavano al lavoro. Spesso si portavano i figli in auto o li tenevano braccio mimetizzandosi tra turisti e pisani. L’impegno aumentava nei giorni di festa. Più vacanzieri c’erano, con le loro auto parcheggiate nelle aree di maggior flusso turistico, e meglio era. Un “lavoro” che l’operazione “Trolley” dei carabinieri ha svelato nei suoi meccanismi. Dal concepimento del colpo alla realizzazione. Fino all’anello finale della filiera, quello della ricettazione.
Sono cinque le persone arrestate, quattro uomini e una donna, con l’accusa di furto aggravato in concorso e ricettazione. Le misure cautelari in carcere, chieste dal sostituto procuratore Egidio Celano e firmate dal gip Nunzia Castellano, sono state eseguite ieri mattina dai militari della Compagnia di Pisa con il personale del nucleo cinofili di San Rossore e del nucleo elicotteri.
Gli arrestati
Al Don Bosco sono stati portati Rambo Ahmetovic, 35 anni; Brendon Halilovic, 24 anni; Loretta Sejdovic, 23 anni; Muharem Halilovic, 54 anni; Dennis Halilovic, 22 anni. Denunciati un 24enne e una 34enne. donna Sono tutti domiciliati nel campo nomadi di Coltano. Da quello che è emerso nel corso degli accertamenti uscire di casa per svuotare le auto che esponevano borse o trolley era la regola. Un sistema di sostentamento ritenuto primario per i protagonisti dei saccheggi che tanto hanno fatto penare famiglie che si sono presentate in lacrime tra caserma e questura. «Ci hanno rubato tutto, non abbiamo neanche più biglietti e documenti per tornare a casa» è la frase che segna danno e dolore nelle centinaia di furti replicati all’infinito.
Il sistema
Le indagini del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia, coordinate dalla Procura, hanno messo al centro dell’impegno investigativo la piaga dei furti sulle auto dei turisti. Un flagello che nelle aree monumentali, con epicentro Piazza dei Miracoli, storicamente si abbatte sulle vittime inconsapevoli dei predoni che violano gli abitacoli dei veicoli. Il periodo preso in esame va dal luglio 2020 al dicembre scorso. I cinque sono accusati di almeno 33 furti. Il sistema era quello di fare sopralluoghi come se volessero cercare un parcheggio nelle zone turistiche. Quindi, puntavano le auto potenzialmente appetibili con borse e valigie in evidenza e al momento giusto finestrini e lunotti si trasformavano in coriandoli di cristalli. La sottrazione dei trolley era il passaggio seguente lasciando il danno e la beffa ai derubati.
Lo spunto d’indagine
Nell’agosto 2021 i carabinieri denunciarono per ricettazione un maghrebino di 67 anni nel cui appartamento custodiva 39 tra valigie e trolley; 40 computer portatili, 40 tra cuffie e speaker portatili; 24 tablet; 9 fotocamere digitali con ottiche e attrezzi dedicati; 5 droni; 5 telefoni cellulari; diversi monili in oro. È da qui che gli investigatori del nucleo operativo e radiomobile sono arrivati a ricostruire l’origine dei furti. Le refurtive erano in 34 trolley rubati su auto in centro.
Le intercettazioni
Intercettazioni ambientali e pedinamenti hanno dato sostanza alle indagini concluse con i cinque arresti. Gli investigatori hanno accertato 33 furti, avvenuti su altrettante auto danneggiate, dei quali 18 riconducibili a 38 vittime di varie nazionalità, tra cui Spagna, Germania, Francia, Olanda, Stati Uniti, Venezuela e Colombia. Materiale già riconsegnato o che sarà restituito a breve. A parziale ristoro di vacanze rovinate per la serie di assalti che ora gli inquirenti ipotizzano possano essere interrotti con i cinque messi in condizione di non “lavorare”l
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