Il Tirreno

Pisa

L’intervista

Siccità, il presidente di Acque spa: «Non solo acqua dalle falde. Progettiamo i dissalatori»

di Valentina Landucci
Siccità, il presidente di Acque spa: «Non solo acqua dalle falde. Progettiamo i dissalatori»

Pisa, Giuseppe Sardu: «L’emergenza idrica c’è da anni. Cerchiamo le perdite, ammoderniamo la rete, ma serve anche altro»

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PISA.  La domanda è quella che da settimane rimbalza su tutti i media, locali e nazionali. Sarà un’estate di emergenza per le risorse idriche? Domanda alla quale, però, ciascuno di noi può rispondersi da solo: scarsità di piogge, temperature fuori dalla media... un inverno così non l’avevamo mai vissuto. E allora l’acqua – di cui ieri si celebrava la giornata mondiale – scarseggerà, dobbiamo aspettarcelo. E non dobbiamo nemmeno stupirci che sia questo ciò che ci attende. Il perché lo spiega Giuseppe Sardu, presidente della società di gestione del servizio idrico integrato Acque Spa.

«Noi non parliamo praticamente mai di emergenza idrica perché in realtà siamo in emergenza da anni, come società Acque spa abbiamo preso atto da anni che la tendenza è questa. È, diciamo così, una guerra di di lunga durata».

E come si combatte?

«Tramite una serie di interventi che mettiamo in atto nel corso dell’intero anno. Intanto andiamo alla costante ricerca di perdite con l’obiettivo di ridurle (il dato del 2021 disponibile sul sito di Acque riferisce di perdite pari a 36, 7%, importanti ma comunque tra le più contenute in Toscana ndr). La ricerca sistematica delle perdite occulte avviene con ogni mezzo possibile e con strumentazioni tecnologicamente avanzate. Su questo fronte interveniamo anche con la sostituzione massiccia di reti. Inoltre siamo anche alla ricerca di nuovi pozzi. La principale fonte di approvvigionamento su questo territorio è la falda la cui gestione richiede grande attenzione e interventi di manutenzione. In ultimo lavoriamo sulla interconnessione delle reti, cioè facciamo in modo che un punto della rete che sappiamo essere critico sia raggiungibile da più parti, da più tubazioni per mantenere la pressione a livelli adeguati».

Poiché la carenza di acqua non è, come assodato, un fatto episodico che tipo di soluzioni immagina per il futuro?

«È indubbio che sia necessario attrezzarsi per il futuro perché andremo incontro a un periodo ancora più problematico. E in questo senso ritengo necessario sia avviato un ragionamento regionale per mettere mano in prospettiva a progetti che garantiscano una via di uscita e di sicurezza: dobbiamo essere consapevoli che non possiamo attingere sempre dalla falda che è un organismo vivente, estremamente delicato, ma dobbiamo cominciare a valutare l’uso dell’acqua di mare. Se non come prima risorsa almeno come integrazione a quella derivante dalla falda. È vero che i dissalatori hanno un impatto ambientale importante ma ci si può appoggiare alle energie alternative: il sole o il vento».

Acque sta lavorando molto con le scuole: anche questo è un investimento sul futuro.

«È vero. Ogni anno incontriamo per iniziative di educazione e formazione decine di migliaia di bambini e ragazzi e questo ha effetti positivi, in crescendo, sulle abitudini dei consumatori. Lo vediamo dal progressivo calare del consumo idrico: resta alto ma c’è, sempre più, maggiore attenzione».

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