Il Tirreno

Pisa

Paura in città/La ricostruzione

Pisa, galleria Gennai a fuoco. Opere in fiamme, il pianto dell’artista e la possibile causa dell’incendio

di Roberta Galli

	Nella foto grande i vigili del fuoco all'ingresso di quel che resta della galleria d'arte nel centro di Pisa; a destra in alto lo Studio Gennai in una foto di alcuni mesi fa; sotto Delio Gennai
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Nella foto grande i vigili del fuoco all'ingresso di quel che resta della galleria d'arte nel centro di Pisa; a destra in alto lo Studio Gennai in una foto di alcuni mesi fa; sotto Delio Gennai

Il rogo è partito attorno alle 15. I residenti hanno visto del fumo denso uscire dalla porta chiusa dello studio e hanno lanciato l’allarme

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PISA. In meno di un quarto d’ora è andato tutto in fumo. Un incendio, nel primo pomeriggio di lunedì 20 marzo, ha completamente distrutto i locali, al primo e secondo piano, dello studio d’arte contemporanea Gennai, in via San Bernardo, nel quartiere di San Martino. L’allarme è scattato intorno alle 15. Alcuni vicini hanno visto del fumo denso uscire dalla porta chiusa della galleria ed hanno avvertito i vigili del fuoco. Ma nonostante il tempestivo intervento dei pompieri, c’è stato ben poco da fare. Le fiamme avevano già distrutto ogni cosa.

Sulle cause del rogo sono ancora in corso accertamenti. Tra le ipotesi sul tavolo anche quella di un cortocircuito. Poco più di 15 minuti sono bastati a distruggere il lavoro di una vita. Delio Gennai, 75 anni, artista pisano, titolare della nota galleria d’arte, centro culturale e punto di riferimento per moltissimi artisti, mentre la sua vita artistica veniva ingoiata dalle fiamme, è accorso in via San Bernardo, ma impotente non ha potuto fare altro che assistere in lacrime alle operazioni di spegnimento.

«Dentro quelle stanze c’era tutto il mio mondo – racconta in lacrime il gallerista – . Non riesco a pensare cosa sia potuto accadere, forse un guasto all’impianto elettrico, chissà...». La galleria era piena di opere. Molte dello stesso Gennai, altre, un centinaio, donate da colleghi proprio per aiutare lo studio a riprendersi dopo il lungo periodo di inattività legato alla pandemia.

«Un danno grandissimo – afferma ancora Gennai – non solo per me, ma anche per tutti coloro che con il loro gesto avevano voluto aiutarmi. L’arte è sempre stata la mia più grande passione, coltivata fin da bambino. La mia ragione di vita, nonostante un lavoro portato avanti come tecnico di laboratorio per tantissimi anni all’università».

Tra i primi, ad accorrere sull’incendio, anche il consigliere comunale del Pd Marco Biondi che abita lì vicino.

«La mia compagna – racconta Biondi – ha visto il fumo per strada e mi ha chiamato. Abbiamo visto arrivare i vigili del fuoco e anche Delio Gennai che è un amico, ma oramai non c’era più niente da fare. Gennai è una persona che ha fatto tanto per il quartiere. Il suo studio sempre aperto, con la partecipazione di artisti pisani e non, è un faro per la cultura pisana. Sono molto dispiaciuto per l’accaduto, per questo ho chiesto subito al presidente del consiglio comunale Gennai, se domani (oggi, nda) possiamo devolvere il nostro gettone di presenza ad un artista che ha fatto molto per la nostra città ed adesso si trova in grande difficoltà». Tra i presenti in strada anche Antonio Capellupo, programmatore del Cineclub Arsenale. «L’incendio – dice – è una ferita per tutti noi».

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