La protesta
Caso Logli, nuova udienza davanti alla Cassazione: a cosa punta la difesa
La difesa contesta l'ammissione delle parti civili all'udienza di revisione del processo
SAN GIULIANO. È fissata per il 19 aprile l’udienza in Cassazione per esaminare il ricorso dell’avvocato di Antonio Logli contro la decisione della Corte d’Appello di Genova di ammettere le parti civili alla discussione sulla revisione del processo conclusa con l’inammissibilità della richiesta dell’ex impiegato comunale di Gello.
L’avvocato Andrea Vernazza contesta una presenza che, a suo dire, non era ammissibile e che minerebbe la decisione dei giudici genovesi di respingere l’istanza di un nuovo processo per il 60enne che sta scontando nel carcere di Massa 20 anni per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie, Roberta Ragusa. Per l’udienza sono stati citati, oltre al difensore di Logli, anche i legali delle parti civili, Daica Rometta (Associazione Penelope) e i professionisti che assistono i parenti della donna uccisa, Roberto Ciniglio, Gaetano Turcio, Enrico Maria Gallinaro e Nicodemo Gentile.
Ad aprile è prevista anche l’udienza di fronte al gip del Tribunale di Pisa in cui sarà discussa l’opposizione alla richiesta di archiviazione dopo la querela del superteste Loris Gozi contro Logli e il presunto testimone che sosteneva di aver raccolto una confidenza dal giostraio sinti di aver detto il falso sull’avvistamento di Antonio la notte del 12 gennaio 2012 in via Gigli. Gozi si è opposto alla richiesta di archiviazione. Il gip sentirà le parti e poi deciderà nel giro di qualche giorno.
I due testimoni portati dalla difesa di Logli per chiedere un nuovo processo (uno sconta in detenzione domiciliare pente per truffe e bancarotte, l’altro è un rapinatore seriale arrestato di recente per l’ennesimo colpo, ndr) sostenevano di aver appreso dal superteste Loris Gozi di aver mentito sull’avvistamento di Logli la sera del 13 gennaio 2012 in via Gigli. La Corte d’Appello di Genova non li ha ritenuti credibili. Sul primo teste, ai domiciliari a Pisa, che scrisse anche una lettera per riferire di Gozi e della presunta bugia del mancato avvistamento, i giudici scrivono che «è inverosimile che dopo aver ricevuto la confidenza di Gozi nell’anno 2016, benché amico di vecchia data di Logli e benché consapevole della rilevanza che tale conseguenza poteva avere nel procedimento allora in corso nei confronti del Logli, se ne sia “dimenticato” fino al 2019 quando ne parlò al suo avvocato (non Vernazza, ndr)
P. B.
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