Sicurezza
Muore a sei mesi dopo la caduta all'asilo: la procura apre un’inchiesta
L’educatrice: «Scivolata dalle braccia». Ma la sua versione non convince: indagata. I genitori su Facebook: «La perdita di Alice ci lascia una voragine nel cuore»
PISA. Una bimba di sei mesi di origini italiane – padre di Pisa e la mamma della provincia di Lecce – è morta la notte scorsa in Belgio in seguito alle ferite riportate nella caduta in un asilo nido.
Secondo quanto dichiarato dall’educatrice che l’aveva in custodia si è trattato di una caduta accidentale, ma la ricostruzione non convince. È stata aperta un’inchiesta per presunte percosse e la donna è indagata.
L’incidente è avvenuto in un asilo nido a Kessel-Lo nei pressi di Lovanio nella regione delle Fiandre.
La bimba ha lottato per alcuni giorni tra la vita e la morte in rianimazione in ospedale, per una frattura del cranio ed emorragia cerebrale. Nelle prime ore di ieri i genitori, Simone Giovannozzi e Ilaria Coppola, hanno dato lo straziante annuncio ai conoscenti sui social: «Alice non si sveglierà più. Sono stati i sei mesi più belli della nostra vita e la sua perdita ci lascia una voragine nel cuore. Il babbo e la mamma ti penseranno sempre. Addio piccola mia. Addio Alice».
Vista la gravità dei traumi è stato subito nominato un medico legale che ha giudicato le lesioni non compatibili con la ricostruzione ed è stata aperta un’indagine sulla babysitter trentenne per il sospetto di aggressione e percosse. I genitori della piccola, laureati a Pisa in biologia molecolare, vivono da diversi anni in Belgio dove si terrà il funerale della piccola.
Il dramma si è consumato di mattina in un asilo nido dove la bimba sarebbe accidentalmente caduta dalle braccia dell’educatrice su un lettino. Dopo aver perso i sensi la piccola è stata trasportata all’ospedale, dove le sono state diagnosticate una frattura cranica e un’emorragia cerebrale, lesioni che ne hanno provocato morte dopo un breve periodo di coma farmacologico.
Il racconto della ragazza che aveva in quel momento in custodia la piccina è apparso agli inquirenti non coerente con le lesioni riscontrate sul corpo della vittima: i riscontri medico legali, infatti, avrebbero certificato che i danni inflitti alla bambina non sarebbero compatibili con una caduta ma più probabilmente con delle percosse. Per questo la Procura di Leuven ha iscritto la babysitter nel registro degli indagati con il sospetto che la donna abbia deliberatamente colpito la bambina. In parallelo all’inchiesta, l’indagata è stata anche sospesa dal suo lavoro all’asilo nido. È accusata di percosse e violenza intenzionale. L'educatrice ha ribadito la sua innocenza. Si trova in libertà condizionata e non potrà lavorare a contatto con dei minori fino al termine dell'inchiestal
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