Gioco
«Valorizzare talenti senza lasciare indietro nessuno, ma non da soli»
Alla Sapienza l’inaugurazione dell’anno accademico con il ministro Schillaci. L’appello del rettore a fare sistema e quello degli enti locale a investire sulla salute
PISA. Investire sulla ricerca, promuovere l’innovazione e la conoscenza delle tecnologie, valorizzare il “capitale umano”. E questo anche per creare le condizioni perché i giovani «tornino a considerare attrattivo il servizio sanitario nazionale» considerando «la sanità pubblica gratificante sia dal punto di vista economico che di valorizzazione professionale». Su questi temi il ministro della salute Orazio Schillaci, ospite dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Pisa, incentra il proprio intervento. E dà il senso della propria presenza in una città che vanta uno dei più antichi e prestigiosi atenei d’Italia ed un altrettanto antica e prestigiosa Scuola medica. «Sono particolarmente onorato di partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico di uno degli Atenei più prestigiosi di Italia che ha formato nei secoli uomini di scienza come Galileo Galilei e Premi Nobel, come Giosuè Carducci, Enrico Fermi e più recentemente Carlo Rubbia, testimoniando il ruolo che ricoprono le università nel progresso della società» ha detto il ministro. Che sul ruolo del sistema universitario è tornato a più riprese: «Proprio la capacità di saper anticipare i mutamenti in atto, il rapporto costante e costruttivo con il territorio, la partecipazione ai network di ricerca internazionali, fattori strategici che devono caratterizzare le università di oggi, sono all’origine del riconoscimento e del prestigio di cui gode nel panorama internazionale quest’Università che non ha mai smesso di interrogarsi sul presente per meglio affrontare le sfide del futuro». Un futuro nel quale, ha poi detto ragionando delle proprie funzioni da ministro della Salute, che vede impegnato il governo nel dare concretezza a «quel cambiamento culturale, atteso da anni, che guarda alla salute non più come un costo, ma come un investimento. Ciò ha reso possibile porre fine a una politica decennale di definanziamento che ha messo a rischio la sostenibilità del sistema sanitario, e di stanziare per la sanità oltre 7 miliardi in 3 anni».
Le sue parole hanno introdotto una giornata importante per Pisa – la “prima volta” di Riccardo Zucchi nelle vesti di rettore a inaugurare l’anno accademico, aperta dal ministro e chiusa dalla professoressa Emanuela Navarretta, giudice della Corte Costituzionale e docente di Diritto privato a Pisa. Una giornata che ha dato spazio alle voci del personale tecnico amministrativo, con il rappresentante della categoria Michele Da Caprile, e agli studenti, con il presidente del Consiglio degli studenti Andru Gabriel Budacu Ferrari.
Ma all’appello non mancava davvero nessuno: dai vertici della Regione ai rappresentanti del Comune e delle principali istituzioni e enti che si occupano di formazione e ricerca in città. Anche per questo – rivolgendosi a loro – il rettore è tornato su un tema a lui caro: il fare sistema in città, con le istituzioni di area vasta e con quelle regionali. «Non possiamo fare da soli» ha ripetuto più volte. Per cosa? Per custodire i valori dell’oggi e del domani dell’ateneo. In primo luogo l’insegnamento chiamato – afferma – a valorizzare i talenti e a non lasciare indietro nessuno. «Se devo indicare una parola chiave che caratterizza la nostra politica sulla didattica scelgo questa: valorizzare i talenti. Talento, piuttosto che merito. La parola merito può essere fuorviante, perché richiama l’idea di una selezione, di una soglia da superare, e alcuni recenti interventi di studenti, ampiamente ripresi nei media, ne hanno sottolineato tutti i rischi. La parola talento, con la sua connotazione evangelica, è più pregnante. Tutti abbiamo dei talenti, che siano 1,5 o 10. L’importante è individuarli e farli fruttare. C’è bisogno di tutti, soprattutto in un Paese come il nostro, nel quale la percentuale di laureati è drammaticamente inferiore alla media europea». «La mia seconda espressione chiave – aggiunge – è non lasciare indietro nessuno. Dobbiamo accompagnare studentesse e studenti in tutto il loro cammino, dalla fase di orientamento, che è cruciale, alla progressione nel percorso formativo (accorciare i tempi di laurea, senza compromettere la qualità della formazione, è una priorità), all’ingresso nel mondo del lavoro, alla formazione continua».
Ma se l’ateneo non può fare da solo, può fare con chi?
La risposta è seduta nella splendida aula magna del palazzo della Sapienza. Il ministero, al quale arriva il ringraziamento del rettore per i fondi del Pnrr. La Regione – anzitutto per le politiche di diritto allo studio – con la quale lavorare per assicurare un maggior numero di posti letto nelle residenze studentesche: «Abbiamo circa 1300 posti gestiti dal Dsu, e a breve saranno 1750. Sono molti, ma non sono ancora sufficienti, per soddisfare tutti gli aventi diritto ne servirebbero almeno altri 900». E poi il Comune al quale Zucchi si rivolge direttamente: «altre necessità concernono le mense, la mobilità, per quanto possibile sostenibile, e i trasporti verso alcuni poli sono seriamente carenti. Cruciale anche la gestione di spazi di verde e di spazi destinati allo studio. Dò atto volentieri al sindaco Conti di essersi reso disponibile in prima persona».
Ad annunciare la prossima apertura dello studentato di San Cataldo è proprio il presidente della Regione, Eugenio Giani. Che torna sul tema della spesa sanitaria: «Leggendo le linee guida del suo dicastero – afferma rivolvendosi al ministro – mi fa piacere costatare che siamo orientati sulla stessa direttrice. Credo che sia indispensabile portare al 7 per cento del Pil la spesa sanitaria nel nostro Paese per consentirci di assumere, dare servizi, tagliare le liste di attesa e gratificare chi quotidianamente lavora in prima linea nella sanità pubblica».
Tutti temi caldi sui quali insiste il sindaco di Pisa, Michele Conti. «Continuo a ricevere da un numero sempre maggiore di cittadini pisani segnalazioni di cattivo funzionamento del sistema sanitario locale – afferma – . La sensazione generale che si sta consolidando nel nostro territorio è quella di una sanità pubblica regionale sempre più in difficoltà anche nel dare servizi essenziali e di prima urgenza. A Pisa è in costruzione quello che diventerà il più grande ospedale del centro Italia, il nostro grande ospedale di Cisanello, un’eccellenza a livello nazionale, ma che fatica a gestire i problemi quotidiani dei pisani. Mi aspetto che, soprattutto qui in Toscana, non si scarichino gli evidenti problemi della sanità territoriale sul governo che, certamente, a sua volta, dovrà impegnarsi a fondo sul fronte della sanità in un periodo così complesso come quello che stiamo vivendo. Contiamo sul suo autorevole contributo – conclude salutando il ministro – alla guida del Ministero per una sanità efficiente, tempestiva, di qualità».
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