La manifestazione
Ogni maledetta domenica: la rincorsa del Pisa ai playoff è un film col finale tutto da scrivere
Lottare centimetro per centimetro e farlo sempre: lo insegna Al Pacino in uno dei monologhi passati alla storia del cinema. E lo stanno facendo anche i ragazzi di mister D’Angelo
PISA. Any Given Sunday. Sì, ogni maledetta domenica. Bisogna ritornare al film del 1999 e al suo pezzo forte. Ovvero il discorso con cui il coach Tony D'Amato carica (a pallettoni) la sua squadra (Miami Sharks) prima della partita decisiva per l’accesso ai playoff. Si parla di Nfl, football americano (quello che ha visto il trionfo nel vero Superbowl di Kansas City), ma fa lo stesso. Quello che l’allenatore, interpretato da Al Pacino, dice ai suoi vale per il calcio e vale soprattutto per il Pisa, che i suoi playoff li sta inseguendo partita dopo partita. Anzi, centimetro dopo centimetro...
«I centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo – dice Tony D’Amato – in questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta».
Al Granillo i nerazzurri lo hanno fatto, lo hanno fatto alla grande. Hanno lottato centimetro per centimetro, cioè, concedendo campo e manovra - ma non occasioni - agli avversari nel primo tempo, andando a riprendersi tutto e con gli interessi nella ripresa. Certo, non sono state tutte rose e fiori. Per almeno metà gara hanno pesato gli ultimi risultati, il valore dell’avversario, l’importanza della posta in palio. Il rischio era quello di farsi risucchiare a metà di una classifica in cui, proprio come per gli Sharks, la differenza tra giocare per la gloria o correre seri rischi è davvero minima, appunto centimetri. Ma proprio per le difficoltà che ci sono state il sacco dello Stretto, la vittoria sulla Reggina, ha un peso ancora più significativo.
È arrivato, infatti, con un evidentemente miglioramento tecnico favorito dai cambi. Perché chi è entrato (il figliol prodigo Sibilli su tutti, ma non solo lui) ci ha messo qualcosa in più, quello che mancava. Ci è riuscito, però, anche perché chi c’era prima ha sputato l’anima, battendosi e sbattendosi. Come il generoso Moreo, come Matteo Tramoni, sistematicamente a pressare anche il portiere.
D’altra parte, si sa, l’unione fa la forza. E per il Pisa può e deve fare la differenza e farlo ogni maledetta partita. Perché l’equilibrio è persino aumentato visto che il risultato di Modena-Cagliari (2-0) ieri è stato omologat, e ora a quota 34 ci sono anche gli emiliani, e al Genoa è stato tolto 1 punto (ore ne ha 42). Perché come ha insegnato il drammaturgo e poeta tedesco Eugen Berthold Friedrich Brecht, ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: sono gli indispensabili.
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