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Turchia, finisce la prima missione dei vigili del fuoco di Pisa: «Apprezzata la nostra professionalità» – Video
Il racconto del comandante dei vigili del fuoco Ciannelli, coordinatore degli interventi ad Hatay
PISA. Sei giorni all’inferno. Quello provocato in terra da un sisma capace di uccidere finora almeno 30mila persone. Il contingente dei soccorritori partito dal Galilei la mattina di martedì scorso, oggi rientra in Italia tra l’aeroporto di Pisa.
Sono 47 tra vigili del fuoco e personale sanitario impiegati nella città di Hatay in Antiochia per cercare superstiti tra le macerie e prestare i soccorsi d’urgenza ai sopravvissuti. Il team formato e specializzato si chiama Usar (Urban search and rescue) e a Pisa si trova il campo di addestramento. Il gruppo è coordinato dal comandante dei vigili del fuoco del comando pisano, l’ingegner Nicola Ciannelli. Il centro dei soccorsi è stato allestito ad Hatay. È qui che il comandante Ciannelli dirige le operazioni di ricerca. Nella notte il team è rientrato a Pisa.
«Nell’organizzazione dei soccorsi la situazione si sta stabilizzando – spiega dalla Turchia l’ingegnere – . E più questi dispositivi vengono strutturati e più aumenta l’efficienza degli interventi».
Tra ieri e oggi il team che comprende anche cinofili, esperti strutturisti e personale medico oltre agli specialisti nella ricerca dei dispersi e nel soccorso sotto le macerie, verrà sostituito da un secondo contingente. Gli operatori lavorano con attrezzature tecnologicamente avanzate, come geofoni, robot, termo-camere, search-cam, e hanno un supporto logistico che consente loro di proseguire l’attività di ricerca e soccorso per giorni senza interruzione. «Noi siamo di base ad Hatay, una città di 300mila abitanti – prosegue il comandante Ciannelli – . I danni sono davvero consistenti. La popolazione e le istituzioni locali si sono accorti della professionalità dei soccorritori e si fidano. Soprattutto ci forniscono quello che ci serve, le informazioni su edifici e luoghi. Se un determinato palazzo era vuoto o abitato in tutto o in parte. Sono notizie fondamentali per la nostra attività».
Nei sei giorni di permanenza gli operatori sono riusciti a salvare dalle macerie due giovani di 23 e 26 anni. Sono stati 16 i corpi che hanno recuperato purtroppo senza vita e tra questi sette bambini. «Ci sono arrivati tantissimi attestati di riconoscenza non solo dalle autorità civili e militari, ma anche dalla popolazione – conclude Ciannelli – . Fa piacere sentire parole di apprezzamento, ma anche un’attenzione per quelle che sono le nostre esigenze di tipo logistico».
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